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Governo, nasce la cabina di regia. Letta, avanti con le riforme

Due ore per un vertice che diventera’ d’ora in poi una consuetudine, una sorta di cabina di regia per “sminare il terreno da possibili tensioni” nella maggioranza. Enrico Letta ha chiamato a raccolta i capigruppo della maggioranza, Pd, Pdl, Scelta Civica e gruppo Misto, insieme al vicepremier Angelino Alfano e al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. A loro si sono aggiunti il ministro del Lavoro Enrico Giovannini e delle Riforme Gaetano Quagliariello. Letta ha introdotto i lavori proponendo appunto un metodo di lavoro. Una volta varati i due provvedimenti d’emergenza su Imu e Cig, d’ora in poi tutte le linee generali delle politiche del governo passeranno dalla cabina di regia. Non esistono argomenti tabu’, ha assicurato il premier, ma la situazione economica e’ complicata e la maggioranza e’ articolata e dunque si devono limare i toni aspri e gli argomenti spinosi vanno affrontati con spirito di confronto e con la volonta’ di trovare una mediazione. Il rischio di fibrillazioni e’ evidente e non a caso da Angelino Alfano sarebbe arrivato un richiamo alla responsabilita’. Siamo tutti adulti e vaccinati, avrebbe detto, cerchiamo di comportarci in modo da prevenire elementi di frizione. Individuato il metodo, si e’ passati all’agenda dei primi 100 giorni con alcune priorita’: lavoro dei giovani, fiscalita’ sulla casa e sul lavoro. Tutto nel quadro di un impegno europeo per la crescita. Una postilla di metodo sul fronte economico e’ giunta anche dal ministro Saccomanni, che ha sottolineato come il problema dei conti pubblici riguarda tutti e non un solo ministro, tutti dunque, ministri e partiti, si dovranno far carico non solo del fronte delle spese ma anche di quello delle coperture. I temi in agenda dunque, nei primi tre mesi di governo saranno soprattutto lotta alla disoccupazione giovanile e revisione della fiscalita’ sulla casa, non solo dunque riforma della tassazione ma anche conferma e revisione degli incentivi per rilanciare il settore dell’edilizia. Il decreto che dovrebbe essere varato mercoledi’, infatti, e’ solo una misura di emergenza (rinviata peraltro per divergenze sulla volonta’ da parte di alcuni ministri di coprire le spese per la Cig con fondi per la produttivita’, volonta’ a cui il ministro Giovannini non avrebbe dato risposta positiva) e ora si tratta di mettere mano a riforme strutturali. Il capitolo riforme ha toccato ovviamente anche l’esigenza di riforme istituzionali. Letta ha sottolineato che siamo “a un punto di non ritorno” e i cittadini si attendono riforme istituzionali e riforma della legge elettorale. Quasi ormai tramontata la convenzione, si trattera’ di incardinare a camera e Senato le proposte parlamentari, mentre il governo si propone di essere propulsore di questo iter. Per questo gia’ al ritiro di Spineto di parlera’ di una agenda con al centro sicuramente il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari. Centrale sara’ anche, seppure di interesse solo parlamentare, la riforma dei regolamenti di Camera e Senato. Il premier ha anche ricordato gli obiettivi europei per i quali si sta impegnando e si impegnera’. Due gli appuntamenti: il Consiglio europeo di maggio da cui ci si attende un impegno concreto sul contrasto alle frodi fiscali e quello di giugno da cui ci si attendono misure operative sulla disoccupazione giovanile e sull’unione bancaria. Su questi temi dell’agenda europea il capogruppo Pdl, Renato Brunetta, dovrebbe farsi promotore in Parlamento di dibattiti tra le forze in vista di questi due appuntamenti.

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