| categoria: economia

Tutti vogliono essere green ma non sanno come fare

Gli Italiani sono sempre piu’ attenti al loro stile di vita sostenibile, un po’ perche’ di questi tempi la priorita’ e’ risparmiare, e un po’ perche’ ormai va sempre piu’ di moda ‘essere green’. Tuttavia molti sono ancora poco informati e spaventati dalle infinite opportunita’ che offrono le nuove tecnologie. E’ quanto emerge dall’indagine sulle famiglie italiane commissionata da Anie, la federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche italiane, realizzata dall’istituto demoscopico Ispo e presentata a The Innovation Cloud, il salone delle rinnovabili che si chiude oggi a FieraMilano.

Secondo quanto emerge dal sondaggio, proprio in nome del risparmio energetico gli italiani stanno cambiando il loro stile di vita. Ben l’80% del campione, infatti, dichiara di utilizzare sempre lampadine a risparmio energetico, il 76% di provvedere con regolarita’ alla pulizia e manutenzione della caldaia, il 71% di usare lavatrici o lavastoviglie a temperature basse, il 67% di contenere i consumi di acqua calda e il 66% di mantenere d’inverno la temperatura entro i 20 gradi.

”Molti, pero’, sono ancora frenati dall’ipertecnicismo e sono spaventati dalle nuove tecnologie”, ha specificato Renato Manhaimmer, dell’istituto Ispo, sottolineando come, per esempio, la maggior parte degli intervistati apprezza la domotica e i suoi benefici in termini di sicurezza e risparmio, ma ancora non ne beneficia.

Lo stesso accade con le energie rinnovabili, un tema che si accompagna spesso a quello dell’efficienza energetica: le fonti piu’ conosciute risultano essere ancora il solare e l’eolico, mentre sono ancora pochi quelli che parlano di energia idroelettrica, geotermia, biomasse e di energia prodotta da onde e maree. ”Gli italiani – ha commentato Claudio Andrea Gemme, Presidente di Anie – da un lato si sono dimostrati aperti verso la cultura della sostenibilita’ che le tecnologie possono apportare, dall’altro disponibili a investire, nonostante la crisi, laddove il ritorno economico avvenga in tempi contenuti, tra i tre e i cinque anni. Questo ci indica che siamo noi a dover dare maggiori informazioni e spiegazioni”.

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