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Bufera su Netanyahu, vola in suite superlusso

”Sogni d’oro”: con questo titolo beffardo la stampa israeliana descrive la ennesima puntata di un serial che vede i coniugi Netanyahu impegnati a sperperare fondi pubblici, proprio mentre il governo si accinge ad apportare tagli al bilancio per una grave congiuntura economica. E cosi’ e’ avvenuto che ad aprile, per i funerali di Margaret Thatcher, i Netanyahu hanno insistito per poter disporre di una ‘suite matriomoniale’ sull’aereo che li avrebbe portati a Londra: cosa che ha elevato il noleggio del velivolo da 300 mila a 427 mila dollari, perche’ – secondo la televisione commerciale Canale 10 – e’ stato obbligatorio ricorrere a un Boeing 767, piuttosto che a un piu’ economico 737. Denominato un anno fa dal settimanale Time ”Bibi King” – per una catena di successi di politica interna – Netanyahu, assieme con la consorte Sara, si presta di volta in volta alle accuse della stampa di concedersi uno stile di vita davvero ‘reale’: certo fuori tono rispetto alle radici egualitarie del Paese, nonche’ alle condizioni economiche dello Stato. Ancora mesi fa gli israeliani rimasero esterrefatti di fronte alle massicce ordinazioni di gelati della residenza ufficiale dei Netanyahu: tutte rigorosamente addebitate ai contribuenti. Di fronte alla nuova ‘scivolata di stile’, Yediot Ahronot si interroga come mai il novantenne Capo di stato Shimon Peres abbia potuto volare 11 ore filate verso la Corea del Sud senza chiedere agevolazioni, mentre i giovani e sportivi Netanyahu abbiano necessitato tanto comfort per un volo breve (5 ore e mezzo). La reazione dell’ufficio del premier e’ stata imbarazzata: Netanyahu – e’ stato spiegato – ha effettivamente chiesto la suite matrimoniale perche’ prima del decollo aveva avuto una giornata stressante. Ma non si era reso conto – cosi’ sostiene il suo ufficio – quale prezzo comportasse. Comprensione gli e’ subito giunta peraltro da un dirigente dell’opposizione laburista, Benyamin Ben Eliezer: ”il primo ministro di Israele non e’ una macchina per cucire – ha esclamato. – Avra’ almeno diritto a quache ora di sonno”. Ma proprio per casi come questo esistono gli archivi dei giornali. E oggi il quotidiano economico Globes torna col pensiero a due altri voli in classe ‘Sogni d’oro’ dei Netanyahu: un Tel Aviv-Parigi del maggio 2010 (dove a prezzi esorbitanti fu approntata una suite) e un Tel Aviv-Berlino dell’aprile 2011 (dove invece fu annullata in extremis, perche’ la stampa aveva fiutato lo scandalo). L’ultima parola spetta comunque al primo ministro. In fondo, viene fatto notare, gia’ nel 2011 fu approvato l’acquisto di un aereo stile ‘Air Force One’ da 20 milioni di euro per tutti i voli di Stato dei dirigenti israeliani. Ma il progetto si e’ poi arenato. Vista ora sotto questa luce, la ‘suite’ volante dei Netanyahu appare molto piu’ modesta: e non piu’ agli antipodi dello stile di vita spartano che fu tipico dei fondatori dello Stato sionista, da David Ben Gurion e Menachem Begin.

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