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L’adunata degli alpini, in 400mila invadono Piacenza

Loro che sono abituati a ”vivere in salita”, come dice uno degli speaker della sfilata, hanno scelto una citta’ della piattissima Pianura Padana, Piacenza, per celebrare la loro 86/a Adunata Nazionale. Una festa, quella degli Alpini, di tre giorni, capace di attrarre quest’anno quattrocentomila persone. Perche’, come spiega il generale Alberto Primicerj, che comanda le 10.000 Penne Nere ancora in armi, ”la nostra e’ una festa che coinvolge la gente, e che rivela quanto la nostra tradizione sia radicata nel Paese. La nostra e’ una festa di popolo”. Un legame che si basa su quel saper vivere in salita, con quell’ ”onesta e solidarieta”’ diventate il motto dell’Adunata. Un esempio di impegno, nonostante la fatica che, per il ministro della Difesa Mario Mauro, arrivato per presenziare a una parte della sfilata che chiude l’Adunata, puo’ offrire ”una testimonianza al popolo di come venir fuori dalla crisi”. Perche’ la crisi ”non e’ solo economica, ma ha sempre un risvolto educativo, e gli Alpini, con i loro valori ed azione, possono essere l’esempio di una scommessa vinta”. Piacenza, 100.000 abitanti, nonostante le ovvie difficolta’ implicite nell’ospitare quattro volte la sua popolazione, li ha accolti con partecipazione. Quello Alpino e’ un esempio fatto di semplicita’, cercata e rivendicata. Non a caso oggi alcuni dei primi a sfilare lungo il chilometro e mezzo dello Stradone Farnese, gli alpini arrivati dall’Argentina, avevano uno striscione: ”Gli alpini salutano Papa Francesco, Pontefice dal gesto semplice praticamente alpino”, c’era scritto. Un modo per ricordare anche le tradizioni alpine della famiglia Bergoglio: era infatti un sergente del Battaglione Gemona, Giovanni Bergoglio, cugino del Papa, sopravvissuto alla guerra di Grecia e all’affondamento della nave Galilea che lo riportava in Italia. Questi uomini (e donne, oggi lo e’ il 7-8% degli alpini in divisa) nella memoria collettiva dell’Italia non sono solo militari, ma anche (grazie ai volontari dell’Associazione che raggruppa 371.000 Penne Nere in congedo) testimoni dell’aiuto alle popolazioni in difficolta’: dal Vajont al Friuli, dall’Emilia colpita dal terremoto fino all’ospedale da campo dell’Ana in Giordania per assistere i profughi siriani. ”Gli alpini e l’Associazione Nazionale Alpini ‘sono’ la Protezione civile – ha detto guardando la sfilata Franco Gabrielli, capo del Dipartimento della Protezione Civile – sono un asset fondamentale del nostro sistema”. La loro e’ una sfilata che racconta di una famiglia che non dimentica il dolore che vede. Non e’ mancato, quando passavano le sezioni liguri, un momento di vicinanza per Genova. E che non dimentica i suoi uomini: come Luca Barisonzi, rimasto su una sedia a rotelle dopo un attentato in Afghanistan nel 2011, anche lui all’Adunata. I volontari gli hanno letteralmente costruito una casa domotica per permettergli, come lui dice, ”di vivere una vita il piu’ possibile normale”. Ma non ha dimenticato nemmeno i Maro’ in India. Uno striscione tenuto lungo il percorso invitava a non farlo. ”Nel programma illustrato da Letta c’e’ un riferimento chiaro alla questione dei due fucilieri di Marina – e’ stata la rassicurazione del ministro Mauro poco dopo – come ad una priorita’ del Governo”. Ora, l’appuntamento per tutti e’ a Pordenone per l’Adunata 2014.

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