| categoria: esteri, Senza categoria

LONDRA/ Due ministri pronti a votare contro la Ue, terremoto nel governo

Philip Hammond, ministro della difesa

Terremoto in Gran Bretagna: Philip Hammond, responsabile della difesa, e Michael Gove, dell’ istruzione, sono pronti a lasciare l’Ue. Due ministri in poche ore ammettono che se il referendum sull’Ue promesso dal primo ministro britannico David Cameron si tenesse oggi loro voterebbero per l’uscita dall’Unione. Sale e a gran velocita’ la tensione nel dibattito politico britannico che torna a concentrarsi sull’Europa, con una ‘guerra civile’ praticamente dichiarata all’interno del partito Tory e che fa tremare il governo di coalizione con i liberaldemocratici. Questo proprio mentre il premier si appresta ad incontrare (domani) negli Stati Uniti il presidente Barack Obama che sull’argomento aveva fatto arrivare a Londra un messaggio forte e chiaro: il ruolo della Gran Bretagna fuori dall’Europa sarebbe un ruolo indebolito. Washington non lo vuole. E non lo vuole nemmeno Cameron che, pur avendo promesso il referendum con una domanda chiara -dentro o fuori- resiste alle sollecitazioni che si moltiplicano affermando che lui punta a rimanere nell’Unione, ma a patti diversi con Bruxelles, che vanno rinegoziati. Cameron ha piu’ volte assicurato che portera’ a casa il risultato giusto per il Paese, ma quando uno dopo l’altro i suoi ministri non stanno piu’ nei ranghi tali assicurazioni servono a poco. Si inizia con Gove, il primo membro del governo a prendere una tale posizione che, pur precisando di rimane ‘fedele’ al piano di Cameron che vuole rinegoziare il rapporto del Regno Unito con le istituzioni europee e successivamente porre ai britannici il quesito ‘dentro o fuori’ sull’Europa, ha ammesso che se il referendum si tenesse oggi lui voterebbe per l’uscita dall’Unione. Un segnale forte e inequivocabile, tanto piu’ se seguito poche ore dopo da un’analoga presa di posizione del collega titolare della Difesa, un peso massimo della compagine. E’ a ‘rischio’ anche la ministro degli Interni Theresa May che, interpellata oggi sull’argomento, a domande dirette ha per ben tre volte tentato di svicolare. Intanto si parla gia’ di ”rivolta” della frangia euroscettica del partito conservatore, nota ma tenuta fino ad ora sottotraccia e che invece potrebbe esplodere in aula, ai Comuni, in occasione del possibile voto su una mozione che vuole emendare il ‘discorso della regina’, ovvero la linea politica del governo tracciata per i prossimi 12 mesi: i backbencher Tory (cioe’ i deputati di non primissimo piano e se ne contano circa 100) rimproverano il fatto che nel discorso non sia stato annunciato un provvedimento legislativo che apra la strada al referendum. Cameron ha chiesto ai suoi di astenersi e per ora sembra aver raccolto l’adesione di Gove, Hammond e May. Ma il fatto stesso che un voto sul ‘Queen’s speech’ sia contemplato e’ un considerato straordinario e rivela il momento particolarmente critico. Pronunciato dalla sovrana nella tradizionale cerimonia per l’apertura dell’anno parlamentare, lo scorso mercoledi’ nella camera dei Lord, il discorso viene elaborato e redatto dal governo, che per il prossimo anno ha indicato in 19 punti le sue priorita’ con focus sul rilancio dell’economia e sull’immigrazione. Niente Europa quindi, come invece era stato suggerito da chi vede nella crescita di consensi a favore dell’euroscettico Ukip una bocciatura per la strategia di Cameron che a gennaio, in un discorso attesissimo me piu’ volte rimandato, ha promesso un referendum sull’Ue ma non prima del 2017, nel caso in cui i conservatori e lo stesso premier vengano confermati alla guida del governo dopo le elezioni del 2015, e dopo aver rinegoziato il rapporto con Bruxelles. Una ‘mossa’ letta come il tentativo di ‘placare’ lo scontento dei piu’ critici sull’Europa ma che rischia, ogni giorno di piu’ evidentemente, di trasformarsi in un boomerang per il primo ministro.

Ti potrebbero interessare anche:

India, fotoreporter stuprata a Mumbai
Claudio Pica (Esercenti) all'attacco, le scelte di viabilità vanno condivise, non possono penalizzar...
Gerry Scotti ne fa sessanta: ancora mi stupisco come un bambino
Charlotte, seconda notte di scontri: dichiarato lo stato di emergenza
VITTORIA MUTILATA,ERDOGAN PERDE ANKARA RISCHIA ISTANBUL
SpaceX, lancio ok e Usa tornano nello spazio



wordpress stat