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La Camera stoppa i Cinque Stelle sui compensi ma il Web perde la pazienza

Un passo avanti ed uno indietro: sulla vicenda delle buste paga dei parlamentari M5S, i cinque stelle raggiungono tra di loro un accordo di compromesso promettendo di restituire tutto quello che non sara’ necessario per ”la permanenza a Roma”, ma non riescono ad ottenere la costituzione di un ‘fondo’ in Parlamento dove poter indirizzare il ‘tesoretto’ risparmiato. L’Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha infatti respinto la richiesta del M5S evidenziando la ”chiara connotazione volontaristica e personale” della restituzione delle risorse. Un nodo, questo, su cui i Cinque Stelle non intendono pero’ demordere riservandosi di ripresentare la questione. Ci provano subito in Aula, presentando un emendamento al dl sui debiti della P.a. che prova a costituire il fondo presso la cassa depositi e prestiti. Tentativo respinto perche’ inammissibile. E’ invece ‘risolta’ per ora la grana dei rimborsi. ”Con l’assemblea di ieri la questione relativa a stipendi e diaria dei parlamentari M5S e’ conclusa” sospira sollevato il capogruppo Vito Crimi che taglia corto: ”la famosa diaria, oggetto del contendere, che sara’ percepita solo per le spese rendicontate: tutto il resto sara’ restituito”. Ma la nuova rendicontazione ‘excell’ appare tuttavia un po’ opaca. Almeno a giudicare da quella subito pubblicata su Fb dal deputato Giuseppe D’Ambrosio. Nel primo rigo compaiono infatti le competenze della sua prima busta paga per le mensilita’ che vanno dal 15 marzo al 30 aprile e quindi di un mese e mezzo (19.379 euro di cui 7.722 netti di indennita’). Poi pero’ alla seconda voce ‘Indennita’ compaiono i 5 mila euro lordi (quindi quelle relative ad un mese) e a seguire 2.260 euro di diaria, 1.300 euro di spese di trasporto (quelle dirette o quelle accessorie?), 100 euro di spese telefoniche e 2.870 di spese di mandato. Sotto la voce ‘restituzione’ compaiono invece i 5 mila euro lordi di indennita’ e 5.127 euro netti di rimborsi. Insomma, una rendicontazione che cosi’ fatta mostra solo un apprezzabile tentativo di trasparenza. Ma tanto basta agli attivisti, almeno a giudicare dai commenti sul blog di Grillo. ”Chi non capisce l’importanza dell’esempio, il M5S deve cacciarlo perche’ sono dei potenziali De Gregorio” annota Gennaro che aggiunge: ”Nessuno li ha obbligati. Se ne stavano a casa”. Giuseppe ricorda il proverbio che dice: ”chi va con lo zoppo impara a zoppicare: questi – sentenzia – hanno imparato alla svelta”. ”Vogliamo nomi e cognomi di chi non rispetta cio’ che ha sottoscritto”, tuona Marco mentre altri non usano cortesie di giri di parole per mandare a quel paese chi non lo fa. Ottaviano Augusto usa invece ironia e spiega sul blog: ”io vivo con 10 mila euro all’anno ottenuti dalla vendita dei limoni e da altri 4 mila euro dal lavoro di bagnino. Sono sposato ed ho tre figli… se voi credete di potervi tenere i soldi dei cittadini senza rendicontare le spese siete in errore”.

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