| categoria: sanità Lazio

Cem, verso la firma di un protocollo di intesa che fa passare la struttura alla Asl

Il provvedimento di chiusura del reparto Archimede e degli ambulatori di Via Ramazzini non è stato ancora revocato, dopo l’incontro di martedì tra Regione Lazio e Croce Rossa e le rassicurazioni del Presidente nazionale della Cri Francesco Rocca. Ma sembra aprirsi uno spiraglio, e sembra vicina una soluzione, emersa nell’ambito del “meeting del team” che metterebbe tutti d’accordo, istituzioni, genitori, operatori e ragazzi del Cem. Si ritorna al passato, precisamente a dicembre scorso quando la Cri, Asl RmD e Regione avrebbero dovuto firmare un protocollo d’intesa per il passaggio del servizio e della struttura del Cem nelle mani della Asl che la avrebbe dovuta gestire nei locali di Via Ramazzini, garantendo la prosecuzione del servizio anche agli operatori, alle stesse condizioni attuali. Oggi la soluzione sembra vicina a questa ipotesi, con la Croce Rossa che dovrebbe dare la struttura in commodato d’uso gratuito alla Asl, secondo quanto ha riferito Franco Donadio, Presidente dell’A.ge.cem, dopo aver avuto un colloquio telefonico con Rocca e D’Amato in riferimento all’esito dell’incontro. Ma mancherebbe ancora un ultimo passaggio prima di poter gridare vittoria perché ora la patata bollente è nelle mani del Prefetto di Roma che, secondo indiscrezioni, è in procinto di firmare un’ordinanza che possa definire nero su bianco i termini della questione. Il verdetto finale si fa attendere perché emergono alcune perplessità in seno alla Prefettura, come quella che riguarda la necessità di messa in sicurezza del palazzo che, attualmente non risulta a norma. Intanto oggi la polizia, chiamata probabilmente dalla Croce Rossa, secondo quanto ha riferito Donadio, precisando che la Cri si sta semplicemente attenendo alle disposizioni, ha identificato quattro persone tra genitori e operatori dei centri dichiarati già chiusi, che stanno continuando l’occupazione da lunedì scorso per difendere il servizio. Intanto, in queste ore di attesa, si animano le speranze dei genitori dei ragazzi e dei loro operatori che, seppur con i piedi ancorati fermamente a terra, sperano in un miracolo.
A.D.G.

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