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Marchini chiede il voto dei grillini per il Campidoglio

”Rinuncia allo stipendio, si paga la campagna elettorale da solo: lei e’ troppo bello per essere vero…”. ”Lo so, me lo dicono anche le donne”. Non resiste alla battuta Alfio Marchini rispondendo a una militante 5 Stelle durante una ‘graticola’, un fuoco di fila di domande a cui il candidato sindaco di Roma si e’ sottoposto nella sala del Consiglio del I Municipio, quello del centro storico della Capitale. Un incontro imprevedibile, nato da un post su Facebook dell’aspirante minisindaco M5S Tiziano Azzara. ”Mi diede del ‘palazzinaro’ e allora eccomi qui”, spiega l’imprenditore. Modera lo stesso Azzara, ci sono il consigliere regionale M5S Gianluca Perilli, qualche decina di attivisti 5 Stelle, alcuni del movimento di Marchini e il suo candidato alla guida del I Municipio Lucio D’Ubaldo, ex senatore Pd. ”Marchini, va a caccia di voti ‘grillini?”’, gli chiedono i cronisti all’ingresso. ”No, ma dai…”. Appena il tempo di togliere giacca e cravatta e inizia il bombardamento. ”Perche’ si e’ candidato?”. ”Voglio dare una parte della mia esistenza per gli altri”. E ancora: ”Per spezzare il consociativismo dei partiti che di giorno litigano e di notte spartiscono”. Frasi alla Beppe Grillo, che infatti strappano applausi. Poi pero’ a Marchini contestano la presenza in lista di 22 candidati su 48 con esperienze in altri partiti di ogni tipo. Un caso su tutti, l’ex capogruppo Udc in Campidoglio Alessandro Onorato. ”Odio le generalizzazioni su chi ha fatto politica e penso che serva anche esperienza della macchina, oltre che onesta’ e capacita’, Onorato e’ un giovane che ha passione e competenza”, ribatte Marchini. Capitolo rapporti con i Caltagirone, costruttori ed editori. ”Lei e’ nel Cda di Cementir, il rapporto e’ palese”, attacca un militante M5S. ”Sembra il processo di Norimberga…”, scherza Marchini. Poi si fa serio: ”Conosco Caltagirone, ma mica sono il figlio. Che i suoi media mi appoggino e’ un danno enorme, cosi’ quelli di sinistra che sono terrorizzati mi mettono un’etichetta”. ”Con M5S mi accomuna il fatto di voler rompere il sistema – dice Marchini – Voi siete una roba anomala, simpatici, divertenti, ma uno come me e’ pericolosissimo perche’ so come funziona il sistema”. E il conflitto di interessi, che fara’ da sindaco con gli appalti? ”Ho venduto tutto quanto era in conflitto e non ho partecipato agli affari giganteschi degli ultimi 25 anni – afferma – A Roma gli affari da sempre si fanno in silenzio, e’ la regola aurea. Vi pare che mi metterei a farli ora, con la crisi, e candidandomi?”. Qui la platea pare meno convinta, rumoreggiando. ”Lei sembra un po’ il Berlusconi del ’94”, dice un altro. ”Dobbiamo credere al tuo faccione, stavolta?”, rincara il candidato presidente M5S al I Municipio, Azzara. Risposta: ”Berlusconi aveva reti tv e concessioni pubbliche, io non ho mai detto di essere l’unto del Signore o di voler salvare il Paese. Uomini soli al comando o fenomeni in giro non ne vedo”. Ancora su M5S. ”Ci sono cose che mi piacciono e altre molto meno – dice Marchini – Molti miei volontari stavano con voi”. E gli infiltrati che dici di aver messo? ancora Azzara. ”Ma scherzavo, dai, non l’avevate capito?. Vi voglio bene, avete un’ingenuita’ che fa tenerezza”. La candidata M5S al Comune Aida Larcinese non ci sta: ”Lei e’ venuto qui a fare il one-man-show, occupando un nostro spazio”. ”Mi avete invitato!”. Il moderatore, severo, la fa accompagnare fuori. Marchini non vuol dire chi sosterrebbe al ballottaggio. ”Se non ci arrivo, valutero”’, risponde. ”Ma se ci vado io non mi appoggiate?”, butta li’. ”M5S non appoggia nessuno”, sottolinea Azzara. Marchini rimette giacca e cravatta, fa il baciamano alle signore che lo avvicinano, qualche voto forse lo ha conquistato. Il candidato di Militia Christi chiede un confronto e lui non dice di no. Non sara’ peggio della fossa dei grillini.

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