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Barilla, salgono i ricavi nel 2012, ma l’utile soffre

La crisi non frena le vendite dei prodotti Barilla, che piacciono soprattutto all’estero, e il primo piatto all’italiana parte verso la ‘conquista del mondo’. Il 2012 per la multinazionale della pasta si e’ chiuso con un incremento del fatturato a quota 4 miliardi (+2%) grazie alla crescita nei Paesi extra Ue. Barilla pero’ deve fare i conti con un utile in sofferenza, in calo del 21,1% a 60 milioni. Ragione della flessione e’ che il gruppo ”ha deciso di non trasferire l’aumento dei costi delle materie prime sullo scaffale, mantenendo i prodotti a prezzi contenuti”, spiega il presidente, Guido Barilla, soddisfatto dei risultati raggiunti lo scorso anno, considerato ”lo scenario macroeconomico in cui operiamo”. Per il 2013 l’azienda stima un fatturato in crescita del 3-4% in termini di valore e del 4% in volumi. La spinta arrivera’ da America (+10%) e Asia (+10%), mentre l’Europa crescera’ del 2%, con l’Italia ancora in calo (-2%). ”I prossimi mesi, anni, saranno difficili per la congiuntura e per gli obiettivi che ci siamo posti, ma sono confidente che la solidita’ e la forza competitiva del nostro gruppo ci consentiranno di continuare a crescere anche grazie allo sviluppo internazionale”. Da qui al 2020 l’obiettivo di Barilla e’ di raddoppiare i ricavi a 6 miliardi di euro con una crescita ”aggressiva” in Asia e Sud America, e un consolidamento in Europa e Stati Uniti. Lo sguardo e’ rivolto soprattutto al Brasile, che ha ”un mercato della pasta maturo come pochi altri al mondo”, spiega Barilla. Qui il gruppo punta a incrementare le vendite fino a 100 milioni di euro nel 2016 contro i 18 milioni del 2012. ”Il primo piatto all’italiana, ossia pasta e sughi, sara’ l’elemento trainante dell’espansione globale”, accompagnato da un’attenzione ”ossessiva” verso la qualita’ e interpretando ”i bisogni dei consumatori locali”. A spiegarlo e’ l’ad, Claudio Colzani, che sottolinea la ”solidita’ finanziaria” dell’azienda. L’indebitamento nel 2012 e’ migliorato passando da 688 a 574 milioni. Un livello ”ben al di sotto degli standard di mercato”, dice Colzani. Il piano di crescita a lungo termine avvera’ quindi attraverso la crescita organica e l’autofinanziamento, ma non sono escluse acquisizioni nei Paesi con crescita a due cifre dove Barilla non e’ presente.

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