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Beckham dice basta. Peccato

David Beckham si ritira:
Il giocatore inglese, 38 anni, si ritira dall’attività agonistica. Ha appena vinto l’ultimo titolo in Francia con la maglia del Paris Saint-Germain, che gli aveva offerto il rinnovo del contratto: “Sento che è il tempo giusto di chiudere la carriera”. E’ l’addio di un’icona dello sport globale.”Ho avuto tanto dalla mia carriera, sono grato a tutti quelli che mi hanno aiutato ad arrivare dove sono, ma sento che ora è giunto il momento di fermarmi e di cambiare”, ha dichiarato Becks, come lo chiamano i tabloid londinesi. “Sono grato al Psg, che mi avrebbe dato l’opportunità di continuare a giocare, ma penso che questo sia il momento giusto pe rmettere fine alla mia carriera, al più alto livello. Se da bambino mi avessero detto che avrei giocato e vinto trofei con la squadra per cui tifavo, il Manchester United, che avrei giocato più di cento partite con la nazionale del mio paese e avrei militato in alcuni dei club più ricchi del mondo, avrei risposto che era un sogno. Ebbene, in vita mia ho potuto realizzare i miei sogni”.

Ha avuto, in effetti, una carriera lunghissima e ricchissima di soddisfazioni (e soldi). Ha esordito a 18 anni nel Manchester United, apparendo in 396 partite con la maglia dei Red Devils, con i quali ha vinto sei volte la Premier League e una volta la Champions League, segnando gol straordinari ma diventando anche protagonista di una celebre baruffa con il suo allenatore Alex Ferguson, l’uomo che lo aveva praticamente allevato in campo, e che una volta gli tirò una scarpa in testa, negli spogliatoi, durante l’intervallo di un match in cui David apparentemente non si impegnava troppo. Ma non gli ha serbato rancore: “Devo tutto a sir Alex”, ha detto qualche giorno fa, in occasione del ritiro di Ferguson. E chissà, forse non è un caso che Beckham abbia deciso di appendere le scarpette al chiodo, come afferma il luogo comune, proprio dopo l’abbandono del suo primo e mitico coach.

La scarpa in testa contribuì comunque a convincerlo a lasciare nel 2003 lo United per il Real Madrid, con cui ha vinto la Liga nel 2007, prima di emigrare negli Stati Uniti, andando a cercare di rendere più popolare il soccer, nelle file dei Los Angeles Galaxy, con i quali ha vinto due volte il campionato americano. Poi, in gennaio, finito il torneo Usa, si è trasferito di nuovo in Europa, al Paris St. Germain di Ancelotti, con un contratto di cinque mesi, donando l’ammontare in beneficenza (tanto non ne aveva certo bisogno). Ha fatto così in tempo a vincere un altro titolo, a Parigi, il campionato francese. Nel 2009 e nel 2010, durante la pausa del campionato Usa, ha giocato anche nel Milan. Ed ha giocato 115 partite con l’Inghilterra, di cui è stato per cinque anni il capitano.

Un grande giocatore sul campo, capace di micidiali punizioni e passaggi perfetti. Una stella ancora più grande fuori dal campo, insieme alla moglie Victoria “Posh” Adams, l’ex-cantante delle Spice Girls. E ormai anche insieme ai figli, avviati anche loro verso pubblicità e sfilate di moda. “Ci mancherà”, twittano i suoi tifosi. Ma non è esatto: sul campo comunque non poteva durare ancora a lungo e fuori dal campo resterà ben visibile, anzi lo sarà probabilmente anche di più, ora che non dovrà perdere tempo con allenamenti e partite. “Niente sostituirà la mia passione per il calcio”, dice ora lui, “ma sento che è l’ora per una nuova avventura “. Nato in una famiglia della classe operaia alle porte di Londra, Beckham è cresciuto, si è affinato, è diventato un portavoce del calcio, dello sport e del fair-play, e ha contribuito anche lui a far ottenere a Londra l’assegnazione delle Olimpiadi dello scorso anno.

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