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Letta: domani in Consiglio dei ministri non aspettatevi miracoli

”Il decreto di domani non sara’ il decreto dei miracoli” ma ”contiene alcune scelte che ci consentono di avere 100 giorni di tempo per fare le riforme”, ha aggiunto Letta, spiegando che si tratta di ”riforme a favore delle imprese, delle famiglie, della lotta alla disoccupazione” giovanile. ”Parleremo con tutti e cercheremo di dare risposte a tutti, sulle imprese, sui terreni agricoli, sulla riforma degli strumenti di cassa integrazione”. ”Speriamo di poter dare molte risposte. Ma non miracoli”, ha ribadito.

L’ipotesi sul tavolo del Consiglio dei Ministri prevede per l’Imu sulla prima casa uno slittamento a settembre od ottobre. Lo ha riferito il ministro degli affari regionali Graziano Del Rio al termine dell’incontro Governo Anci. ”Lo decidera’ il Cdm”, ha concluso il ministro.

”L’Italia mantiene la disciplina di bilancio, non vuole fare debiti e vuole che l’Europa rispetti i vincoli di disciplina”. Lo afferma il premier Enrico Letta a Varsavia, dove ha incontrato il suo omologo polacco Donald Tusk.

L’Italia vive sul fronte dell’occupazione giovanile un vero e proprio dramma. Lo ha detto il premier Enrico Letta a Varsavia. ”Sono convinto che tutti i leader europei vedano il tema come il grandissimo incubo del nostro continente e sono convinto che ci sia la volonta’ di fare scelte subito per sostenere la lotta alla disoccupazione giovanile”.

”La cifra in discussione sulla Cig in deroga si attestera’ intorno ai 700-800 milioni di euro”: lo ha annunciato il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio facendo riferimento alle decisioni che prendera’ domani il consiglio dei ministri

Il Governo sta valutando “le risorse disponibili a brevissimo termine” per rifinanziare la cig in deroga per poi rivederla perché “non si può rifinanziare lo strumento senza rivisitarlo”. Così il ministro del Lavoro Enrico Giovannini al question time in Senato a proposito dell’intervento sulla cig in deroga domani all’esame del cdm. Il ministro ha assicurato che convocherà le parti sociali “per capire quali sono gli interventi più efficaci” in materia di mercato del Lavoro.

Sugi esodati, Giovannini ha spiegato che “In questi primi mesi dell’anno sono andati in pensione già 7.000 esodati all’interno del gruppo dei 65.000 salvaguardati previsti dal primo decreto. Gli altri andranno appena matureranno i vecchi requisiti per l’accesso alla pensione. L’introduzione di flessibilità nei tempi di accesso alla pensione con penalizzazioni – ha poi speigato – è un disegno che va modellato in modo molto attento sia per le implicazioni sulle persone sia per quelle sulla sostenibilità finanziaria del sistema”.

“L’Inps – ha detto ancora – sta prendendo in considerazione anche alcune domande di salvaguardia di lavoratori che non avevano i requisiti per entrare tra i tutelati dal primo decreto, ed è una buona notizia. Rispetto al primo decreto (65.000 salvaguardati previsti) solo 62.000 delle domande sono state accettate e che le risorse rimanenti saranno comunque usate attraverso il fondo per gli esodati esistente”.

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