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Grado, in gara giovani talentuosi della cucina alla fiamma

La ristorazione italiana e’ in buone mani. Almeno da quanto si e’ potuto vedere e ammirare a Grado, dove per due giorni, al primo campionato italiano di cucina alla fiamma per maitre junior, decine di giovani allievi di una ventina di istituti alberghieri delle varie regioni italiane si sono dati battaglia a suon di ricette particolarmente ricercate e riuscite. Un successo che testimonia da un lato la straordinaria vitalita’ di un comparto di punta del settore turistico nazionale e, dall’altro, il rinnovamento di una categoria, i capi sala, sempre piu’ ricercata dalla ristorazione di qualita’.La singolar tenzone e’ stata organizzata dall’Amira (Associazione italiana maitre di ristoranti e alberghi) con l’obiettivo di lanciare i giovani in una professione difficile, ma esaltante e densa di soddisfazioni. E cosi’ ecco i giovani cimentarsi con fornelli, lampade (quell’aggeggio strano che serve per preparare i piatti flambe’), ingredienti, prodotti dei rispettivi territori. Un po’ impacciati e timorosi – del resto un campionato italiano e’ pur sempre un campionato italiano – ma alla fine tutti felici e contenti per l’esperienza vissuta.

Sono a giunti a Grado da tutta Italia dopo aver vinto le rispettive selezioni regionali. Nella due giorni sull’Isola d’oro sono quindi ‘sfilati’ i migliori giovani maitre dei vari istituti alberghieri, preparati dai rispettivi maestri, ma carichi di esperienze personali maturate, almeno per alcuni, magari nelle trattorie di famiglia. Hanno vinto, a pari merito, i giovani di Alassio, Arzachena e Vieste e questo nonostante i sorteggi per comporre le quattro giurie all’insegna della massima imparzialita’. La qualita’ dei piatti proposti – tema generale e’ stata la pasta – ma soprattutto la professionalita’ dimostrata dai concorrenti, ha fatto si che alla fine ci fosse uno splendido ex-aequo. Di un pelo staccati altri due istituti alberghieri, quello dello Ial di Monfalcone (Gorizia) e quello di Stresa.

I giovani maitre hanno partecipato in coppia: uno doveva presentare il vino abbinato al piatto, l’altro aveva il compito della preparazione e della sempre spettacolare flambata. Gli studenti di Alassio (Nadia Sandre’ e Cecilia Picascia) hanno presentato ‘Tagliolini bicolori con ragout di gamberi e calamari, carciofi di Albenga e punte di asparagi violetti’; Sara Siffu e Katia Cau , di Arzachena, hanno proposto ‘Lorighittas al sugo di Pulpedda’ mentre Paolo Iudicibus e Sara Corso (Vieste) hanno trionfato con le ‘Orecchiette di gren ars’ ai profumi e sapori del Gargano.

Insomma un caleidoscopio di sapori e profumi che ha entusiasmato le varie giurie che si sono alternate e ha fatto letteralmente gioire i vertici di Amira rappresentati da Giacomo Rubini e Raffaello Speri. Naturalmente Grado ha fatto la sua parte e infatti al campionato hanno partecipato decine e decine di appassionati in alcuni casi trasformatisi quasi in tifosi da stadio tanto che il presidente della manifestazione ha dovuto piu’ volte minacciare le ‘porte chiuse’.

I giovani hanno vissuto una esperienza positiva. Alla fine, vincitori e vinti, si sono abbracciati, tutti consapevoli di aver partecipato a una manifestazione importante che per alcuni potrebbe veramente aprire le porte a un lavoro entusiasmante e importante. La citta’ ha accolto il campionato a braccia aperte tanto che si e’ gia’ candidata ad essere la sede permanente di questa particolare competizione. Una volta tanto senza i cori beceri che invece invadono gli stadi nazionali

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