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Ruby testimone, questa volta per Mora e Fede. E ripete: mai fatto sesso con Berlusconi

Ancora Ruby ad Arcore, notti e soldi da Berlusconi:”Lì ho visto la Minetti vestita da suora sexy”, dice la ragazza chiamata in tribunale come teste nel processo a carico di Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede. In un dopocena ad Arcore, racconta ai giudici, l’ex consigliere regionale pdl rimase in biancheria intima. E la showgirl Marystelle Polanco si travestì da “Obama e da Ilda Boccassini, con una parrucca rossa e con la toga”. Tutto qui? Ruby durante la sua testimonianza in aula ha ribadito di non aver mai avuto rapporti intimi con Silvio Berlusconi. La ragazza lo ha specificato rispondendo a una domanda del pm Antonio Sangermano. Berlusconi “sapeva che io avevo 23-24 anni”, ha anche detto la ragazza. Il pm le ha contestato però una intercettazione del settembre 2010 nella quale la ragazza, parlando con una amica, diceva di avere negato ai pm “il fatto che Silvio sa che sono minorenne”. In quella telefonata, ha affermato Ruby, “ho detto bugie, per me le cavolate erano uno strumento automatico di difesa con tutte le persone”.
“Ho visto Nicole Minetti vestita da suora che a un certo punto, mentre ballava, si è tolta i vestiti ed è rimasta in biancheria intima”, ha detto ancora Ruby. E ha definito “una cavolata”, rispondendo al pm Antonio Sangermano, la notizia sulle trattative in corso tra lei e Berlusconi per ricevere dall’ex premier 5 milioni in cambio del silenzio davanti ai pm sulle serate ad Arcore e di “sembrare pazza”. Per la deposizione non sono bastate sei ore: la testimonianza di Ruby proseguirà nel corso della prossima udienza, fissata per venerdì 24 maggio.
A proposito dell’ormai famosa notte fra il 27 e il 28 maggio 2010, in questura a Milano con lei c’erano “Nicole Minetti, Michelle Conceicao e Miriam Loddo”. Conceicao, stando al racconto di Ruby, le avrebbe detto “non ti preoccupare: faremo di tutto per non farti tornare in comunità”. E ancora: “Io non so come è andata quella situazione, tutti i retroscena non li conosco”. Quella notte, secondo i pm di Milano, la ragazza venne rilasciata in seguito alle pressioni di Berlusconi. “Non so se ero affidata a Nicole o a Michelle – ha proseguito Ruby – In questura io avevo detto che avevo 17 anni e non mi ricordo che generalità ho lasciato, se il nome di Karima o quello di Ruby”. E poi: “Uscita dalla questura ho parlato al telefono con il presidente, che era arrabbiato per tutte le cavolate che avevo raccontato”.In aula la giovane marocchina ha descritto il dopocena nella sala che le ragazze “chiamavano del bunga bunga”. Le ragazze, ha spiegato Ruby, “mi hanno raccontato che quel nome era una barzelletta raccontata da Berlusconi”. E corso dei dopocena “non ho mai visto contatti fisici tra le ragazze e Berlusconi”. La showgirl Marystelle Polanco si travestì da “Obama e da Ilda Boccassini, con una parrucca rossa e con la toga”, ha detto ancora Ruby. Aggiungendo che altre ragazze si vestivano “da infermierine sexy e da dottoresse” e che nella sala “del bunga bunga” c’era anche un “palo della lap-dance”. Per essere invitata alle serate ad Arcore “avevo il contatto con il presidente Berlusconi. Mi invitava lui, ogni tanto telefonavo io per sapere se c’era la cena”. Poi ha spiegato di non aver mai partecipato a balli sensuali, come quelli descritti in aula che avevano animato parte di alcune serate. La giovane ha riferito di essersi esibita solo una volta, “in un balletto di danza del ventre”, usando gli abiti regalati a Berlusconi da Gheddafi.
Karima el Mahroug, il vero nome di Ruby, ha affermato di avere detto di avere 16 anni al concorso di bellezza in Sicilia a cui partecipò nel 2009. La giovane ha spiegato che a quel concorso c’era anche Fede, ma di non avere avuto modo di fare discorsi in separata sede con lui. Ruby risponde alle domande del presidente del collegio, Anna Maria Gatto, che l’ha convocata come testimone. “Firmai da sola il modulo per partecipare al concorso – ha spiegato – inventandomi il nome di un adulto perché non avevo l’autorizzazione dei miei genitori”.Ruby ha detto di essere arrivata a Milano nell’ottobre del 2009, subito dopo aver partecipato al concorso di bellezza. “Conoscevo dalla Sicilia l’agenzia di Mora, che era molto famosa, e volevo incontrare il proprietario perché la mia speranza era quella di lavorare nel mondo dello spettacolo e della moda”, ha detto spiegando ai giudici di essere riuscita a parlare “direttamente” con Mora. “Mi hanno chiesto delle foto e ho dato quelle del mio profilo Facebook – ha aggiunto – e i documenti, che ho detto di avere dimenticato. Come nome ho dato quello di Ruby, preso da una telenovela, e come cognome Eiek, che è quello di una cantante. Come età – ha concluso – ho detto di avere 19 o 20 anni”. E Berlusconi “sapeva che io avevo 23-24 anni”, ha detto ancora Ruby. Il pm Antonio Sangermano, però, le ha contestato una intercettazione del settembre 2010 nella quale la ragazza, parlando con una amica, diceva di avere negato ai pm “il fatto che Silvio sa che sono minorenne”. In quella telefonata, ha affermato Ruby, “ho detto bugie: per me le cavolate erano uno strumento automatico di difesa con tutte le persone”.
Ruby ha parlato poi del suo primo incontro con Berlusconi. “Sono arrivata davanti alla villa ad Arcore e quando ero fuori dalla macchina mi è stato detto che era la villa del presidente del Consiglio. Ero sorpresa, non mi sembrava vero, e lui si è presentato all’ingresso e io mi sono presentata con il nome di Ruby”. La ragazza ha detto inoltre che quella sera aveva ricevuto una telefonata da Mora e pensava di dover andare per una serata alla discoteca Hollywood. Al termine della serata, il 14 febbraio 2010, “Berlusconi mi diede una busta con 2-3mila euro”. Ruby riferisce di essere partita da viale Monza, a Milano, in un’auto con autista che “aveva mandato Mora”. Con quella vettura la ragazza arrivò a “Palazzo dei Cignì e là salì in auto Fede, che io avevo visto al concorso di bellezza in Sicilia e avevo rivisto in un ristorante di corso Garibaldi”. La ragazza ha chiarito che sembrava che Fede non si ricordasse di lei, quando la vide, e le chiese ancora una volta il numero di telefono.
A tutti, sostiene, avrebbe riferito di essere nipote di Mubarak: durante la cena “ho raccontato una storia inventata, quella che di solito usavo – ha detto Ruby – Ho detto di essere meta egiziana e metà brasiliana. Ho detto che mia madre era una cantante famosa e che era parente del presidente dell’Egitto. Ho detto anche di aver tagliato i contatti con la mia famiglia perché volevo diventare cattolica e che mio padre non voleva. Ho anche detto detto aver subito maltrattamenti e mostrato i segni. Alcune ragazze – ha concluso – durante il racconto si erano commosse”.. Nella seconda serata in cui Ruby è stata invitata ad Arcore, dopo una festa a base di balli e travestimenti, è stata invitata a dormire nella villa del Cavaliere. “Era molto tardi e lui (Berlusconi) mi ha detto: se vuoi restare a dormire, resta pure”. Oltre a Ruby c’erano Barbara Faggioli, Marystelle Polanco “e una Iris di cui non ricordo il nome”, oltre a Berlusconi e a Mariano Apicella. Rispondendo a una domanda della presidente Gatto, Ruby ha rimarcato di avere dormito “da sola”. Il giorno successivo “mi è stata data una tuta più comoda rispetto al vestito della sera prima e con le altre ragazze siamo andate a fare colazione. Il presidente c’era”. In quell’occasione Ruby ha ricevuto un altro “aiuto”: una busta con “2mila euro sempre in banconote da 500 euro”. Comunque, ha aggiunto, “mi sono sempre rifiutato di fare la prostituta. Me lo proposero appena arrivata a Milano: fu un’amica che mi ospitò a dirmi che lo avremmo potuto fare insieme”. E ancora a proposito di soldi, Ruby ha raccontato di ricevuto 30mila euro da Giuseppe Spinelli, il contabile di Berlusconi, per aprire un centro estetico in via della Spiga a Milano: “Per me quei soldi erano tantissimi”.
Ruby aveva detto in diverse interviste che dalla lettura dei verbali con i pm le era sembrato che mancassero molte delle cose da lei dette. In aula, però, sulla base dell’invito del presidente del collegio a riflettere sulla prospettiva di conseguenze penali, ha fatto marcia indietro. “Può essere stata una mia sensazione”, ha detto, dimostrando di aver compreso la differenza tra verbali sintetici e la trascrizione degli interrogatori (tutti registrati).

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