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ELETTORANDO/ Coppie e fine vita, il Vicariato “boccia” Marino

No alle coppie di fatto, ancor piu’ se dello stesso sesso, e rispettare la vita fino al suo termine naturale preferendo ai “registri” sul fine vita – “che non avrebbero valore legale” – politiche invece “che favoriscano, in collaborazione con le altre istituzioni, a cominciare dalla Regione, l’assistenza” per chi e’ nella fase terminale della vita”. Il Vicariato di Roma dice la sua in vista della scadenza elettorale per il Campidoglio e l’editoriale di Roma Sette, il settimanale della Diocesi della capitale in edicola domani con Avvenire suona come una ‘bocciatura’ di Ignazio Marino su alcuni dei suoi temi chiave in campagna elettorale.
“I cristiani e il voto: quale futuro per la citta’?” e’ il titolo dell’editoriale. Si evidenzia che il rinnovo dell’amministrazione comunale “non e’ soltanto una normale scadenza della vita democratica, ma anche un’occasione per scegliere i valori che saranno a fondamento della vita della nostra citta’ nei prossimi anni”. E nel testo sopno tracciate le priorita’: il sostegno di politiche volte ad aiutare la famiglia fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna; la difesa della vita fino al suo termine naturale; l’attuazione di politiche lavorative che favoriscano la maternita’; il riposo festivo dei negozi; l’accoglienza e l’integrazione per la pacifica convivenza e il rispetto fra uomini di culture e religioni diverse. Nell’editoriale si evidenzia quindi che le figure amministrative cui i romani affideranno il compito del governo della citta’ “compiranno le scelte politiche che determineranno concretamente la vita dei cittadini, in base alla loro idea di uomo e della vita umana”. Si sottolinea in proposito che a seconda di come venga definito l’essere umano “i rapporti interpersonali, le leggi che regolano l’economia, i valori trasmessi nell’educazione vengono declinati diversamente: la questione antropologica e’ anche, ed essenzialmente, questione sociale”. E cosi’ il rinnovo dell’amministrazione comunale “non e’, quindi, soltanto una normale scadenza della vita democratica, ma anche un’occasione per scegliere i valori che saranno a fondamento della vita” della citta’ nei prossimi anni. E viene subito sottolineato nell’editoriale che “e’ avvertita da molti l’esigenza che Roma sia una citta’ a misura d’uomo, in cui la dignita’ inviolabile di ogni persona, in particolare dei piu’ emarginati e dei piu’ fragili, sia difesa e tutelata”.

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