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Sassuolo festeggia, conferma Di Francesco e sogna San Siro

Dopo una partita che sembrava non finire mai, e che solo al quinto minuto di recupero della ripresa ha sancito la serie A, a Sassuolo e’ suonato il campanone (uno dei simboli della cittadina emiliana, capitale mondiale delle piastrelle) e si e’ festeggiato fino a notte per il sogno realizzato. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, proprietario del colosso Mapei e patron della squadra, non era allo stadio, ma ha festeggiato nel migliore dei modi il suo settantesimo compleanno. Lui, milanista fino al midollo, ha un sogno: portare il Sassuolo a San Siro a battere l’Inter. In ogni caso, per il Sassuolo, giocare a San Siro o all’Olimpico e’ gia’ di per se’ uno di quei sogni che, fino a una decina d’anni fa, era roba da Playstation. ”Sono molto contento della serie A al Sassuolo – ha detto Squinzi – e’ stato bello arrivarci dopo un campionato dominato praticamente dall’inizio alla fine quando comunque qualche stanchezza c’e’ stata. Il difficile arriva adesso”. Il futuro del Sassuolo ha gia’, almeno, un punto fermo nell’allenatore Eusebio Di Francesco, gia’ confermato, con il compito di progettare una squadra che punti alla salvezza. Squinzi (che in ogni caso fa sapere che rimarra’ milanista) lascia intendere che non si abbandonera’ a spese folli, in linea con quello che deve avvenire in Italia: ”il Sassuolo e’ finito in serie A – ha detto, ospite del Salone del libro di Torino – e di questo sono molto felice, ma e’ piu” importante che l’Italia resti in serie A. I giocatori ci sono e ci sono anche gli allenatori. Circa lo spogliatoio, le divisioni credo siano piu’ apparenti che reali”. La societa’ e’ sana, ha le spalle forti e ci sono i presupposti per costruire una squadra che nella massima serie non sfiguri: ci sono giocatori, come il portiere Pomini e il capitano Magnanelli, che la serie A se la sono guadagnata cominciando dalla C2 e c’e il gioiellino Domenico Berardi, scoperto quasi per caso durante una partita di calcetto, che ora e’ desiderato da molti grandi club. Un altro nodo da sciogliere in fretta e’ quello dello stadio: visto che quello di Sassuolo non e’ omologato nemmeno per la B, la societa’ potrebbe decidere di abbandonare il Braglia di Modena per traslocare allo stadio Citta’ del Tricolore di Reggio Emilia. Intanto, pero’, c’e’ ancora qualche giorno per godersi in pieno un traguardo sfuggito per anni e stavolta centrato, anche se con qualche patema di troppo rispetto ad un campionato dominato.

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