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Mafia, il Pd propone: meta’ pena per concorso esterno. Ed è polemica

Condanna dimezzata per concorso esterno in associazione mafiosa. Niente carcere e intercettazioni per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell’associazione mafiosa. Si dovrà dimostrare che c’é un profitto. Lo prevede il testo Pdl appena assegnato in commissione Giustizia del Senato, relatore Giacomo Caliendo. Ora, il concorso esterno in associazione mafiosa è punito con il carcere fino a 12 anni. Ma sinora non si trattava di una norma ‘tipizzata’ nell’ ordinamento. Lo diventerebbe con il progetto di legge da oggi all’esame della commissione Giustizia, che porta la firma del senatore del Pdl Guido Compagna. Nel testo, infatti, si prevede l’introduzione di due nuovi articoli nel codice penale: il ‘379-ter’ e il 379-quater’. Il primo (“Favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso”) prevede che chiunque, fuori dei casi di partecipazione alle associazioni di cui all’articolo 416-bis, agevoli deliberatamente la sopravvivenza, il consolidamento o l’espansione di un’associazione di tipo mafioso, anche straniera, è punito con la reclusione da uno a 5 anni. Il secondo (“Assistenza agli associati”) stabilisce che chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dia rifugio o fornisca vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipino a un’associazione di tipo mafioso, anche straniera, al fine di trarne profitto, è punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni. La pena è aumentata se l’assistenza è prestata continuativamente. L’articolo 418 del codice penale, invece, verrebbe abrogato. Se queste norme venissero introdotte nell’ordinamento le conseguenze sarebbero varie e tutte di una certa rilevanza visto che avrebbero un riflesso anche sui giudizi in corso grazie al principio del ‘favor rei’: prima di tutto il concorso esterno verrebbe derubricato alla categoria ‘favoreggiamento’ e questo comporta di per sé una riduzione della pena che passerebbe infatti da un massimo di 12 anni a un massimo di 5 (cioé da 1 ai 5 anni). Il che significa che ci sarebbe uno stop alle intercettazioni visto che gli ascolti vengono consentiti in caso di reati per i quali sono previste condanne superiori ai 5 anni. Poi, per chi ‘supporta’ i componenti dell’associazione mafiosa, la pena fissata nel ddl va dai 3 mesi a 3 anni. E questo comporterà che non scatterà la custodia cautelare in carcere: il tetto perché scatti, infatti, è di 4 anni. In più, perché si possa condannare il ‘sostenitore’ o l”assistenté esterno all’associazione mafiosa, si dovrà dimostrare che dalla sua azione si ricavi un profitto.
“Mi pare una proposta scandalosa. Abbiamo le prove di una rinnovata pressione mafiosa. Non si capisce a quale esigenza pubblica questa idea risponda. Di certo c’é che, facendo un po’ di conti, con questa legge i reati contestati a Dell’Utri sarebbero prescritti”. Così il procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi ha commentato la proposta di legge del Pdl di dimezzare le pene per il reato di concorso in associazione mafiosa. “Con tutto il riguardo per l’autonomia del Parlamento che ha la facoltà di decidere come crede, ritengo che la pena prevista dalla legge per il concorso in associazione mafiosa sia adeguata alla gravità del reato. Mi trovo in disaccordo quindi con la proposta del Pdl”. Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo a proposito della proposta di legge che vuole dimezzare le pene per il reato di concorso in associazione mafiosa. “Mai e poi mai sosterremo un testo che propone di dimezzare la pena per concorso esterno in associazione mafiosa anzi, ci opporremo con durezza”. Lo dice Nicola Molteni, capogruppo Lega Nord in Commissione Giustizia a Montecitorio. “La lotta alle mafie si fa aumentando le pene, rendendole più severe, non certamente riducendole. La Lega combatte la mafia da sempre: gli straordinari risultati ottenuti da Roberto Maroni, nella sua veste di ministro dell’Interno, ne sono l’ esempio più tangibile”. “La proposta di dimezzare la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, contenuta nel testo Pdl in Commissione Giustizia del Senato, è ignobile. Il Pdl evidentemente vuole dare un ennesimo aiuto ai mafiosi pensando forse di ottenerne qualcosa in cambio”, afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, commentando quella che definisce una norma “salva-Dell’Utri”.

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