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Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO): arriva la nuova terapia

Tosse, espettorato e mancanza di respiro. Sono questi i primi campanelli d’allarme che nei soggetti a rischio – e in particolare nei fumatori – devono far insorgere il sospetto di BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva), una patologia respiratoria che spesso viene diagnosticata solo quando è ormai in stadio avanzato. Nel Lazio sono circa 230 mila le persone che soffrono di BPCO, malattia respiratoria cronica caratterizzata da un’ostruzione mai completamente reversibile del flusso d’aria nei polmoni.
Lo spiega Giovanni Puglisi, Direttore del Dipartimento Malattie Polmonari e Direttore U.O.C. Pneumologia e Infettivologia Respiratoria dell’Ospedaliera “S.Camillo-Forlanini, dove circa 800 pazienti l’anno, sono affetti da questa patologia, molti dei quali a uno stadio avanzato. Puglisi rivela l’esistenza di campanelli d’allarme “che possono consentire una diagnosi precoce e sono tosse persistente e catarro per più di tre mesi l’anno, che si manifestano soprattutto al mattino, quando il calibro bronchiale è più piccolo e il paziente ha necessità di espellere il muco che si è accumulato nella notte”. In questi casi è bene sottoporsi a un semplice esame spirometrico per accertare la presenza di BPCO.
La nuova soluzione terapeutica per la BPCO si chiama glicopirronio bromuro, nuova generazione di antimuscarinico a lunga durata d’azione, che con una sola somministrazione quotidiana agisce già entro 5 minuti dall’inalazione ed è capace di indurre una broncodilatazione di almeno 24 ore, riducendo le riacutizzazioni della patologia.
Per Mario Cazzola, Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università di Roma Tor Vergata, “il glicopirronio bromuro permette una rapida broncodilatazione, essenziale per consentire un immediato controllo dei sintomi mattutini, i più fastidiosi per chi soffre di BPCO”. Il glicopirronio bromuro è disponibile in farmacia per il trattamento dei pazienti affetti da BPCO ed è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale (Classe A).
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) non deve essere mai sottovalutata. I principali fattori di rischio legati alla patologia sono di tipo ambientale come l’inquinamento atmosferico e l’esposizione al fumo passivo e di tipo individuale come il fumo di sigaretta, che provocano infiammazione delle vie respiratorie, distruzione del parenchima polmonare, e rimodellamento delle vie aeree periferiche. Proiettata a diventare la terza causa di morte nel mondo nel 2030, la BPCO nel mondo colpisce 80 milioni di persone; in Italia colpisce il 5-6% della popolazione. Redazione Online News

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