| categoria: sanità Lazio, Senza categoria

Una legge regionale per riqualificare il Forlanini. Ci mettiamo le Rsa?

Ci fu un tempo in cui la parola d’ordine era: il Forlanini non si tocca, ci furono anche delle epiche catene umane, che circondarono il perimetro dello storico ospedale, impedendone simbolicamente un utilizzo incongruo. Si pensò di spostare in loco la sede del Consiglio Regionale, in una finanziaria regionale venne anche previsto uno stanziamento per riformulare in toto la viabilità nell’intera zona.Sono passati gli anni, il problema del nosocomio di Monteverde è ancora sul tappeto. Trasferire quel che resta al vicino San Camillo e fare cassa per far respirare le esauste finanze regionali? Studiare una soluzione che non mortifichi ed anzi esalti una risorsa. Serve una legge regionale che imponga una riqualificazione del Forlanini, che lo reinserisca nel sistema sanitario regionale. Proprio su queste pagine avevamo ampiamente riportato la cronaca di un Convegno promosso da Realtà sanitaria Onlus, tenutosi esattamente un anno fa, il 22 maggio del 2012, nell’Aula Magna del Forlanini, dove si discusse di come utilizzare sia logisticamente che operativamente questa importante struttura, all’interso del Servizio Sanitario Regionale. Parole al vento, lettera morta. Ma oggi quel concetto ritorna. “Una struttura storica come il Forlanini deve essere rivalutata ed utilizzata come riferimento per il Servizio Sanitario Regionale – dice Luca Gramazio, capogruppo Pdl alla Pisana – Con il suo pieno utilizzo che può essere a costo zero, così come teorizzò l’allora Commissario Straordinario dell’Azienda San Camillo-Forlanini, Massimo Martelli, inviando ai competenti uffici regionali la sua proposta.
Va ricordato, inoltre, che nella passata legislatura, sia alla Camera che al Senato, sono state presentate interrogazioni ed interpellanze tanto da parte del Partito Democratico che del Popolo della Libertà, a sostegno dell’utilizzo del Forlanini come struttura sanitaria di rilevanza nazionale, contro chi invece voleva e vuole “farci cassa”, cancellando un’eccellenza della sanità romana e quindi nazionale.” L’idea in sostanza dovrebbe essere questa. Realizziamo un complesso di Rsa, strutture -chiave del presente e del futuro sistema sanitario-assistenziale. Mancano ottomila posti nel Lazio, dicono le statistiche, la pressione per questo servizio che viene dalla base degli utenti è fortissima. Per pazienti alle prese con malattie neurodegenerative, Parkinson, Alzheimer, demenze senili è urgente trovare collocazioni idonee, protette, soprattutto dal punto di vista sanitario. Il privato-privato offre posti a costi stratosferici, la strutture pubbliche a Roma non coprono più di 4-500 utenti, il quadro è drammatico. L’opportunità di dare sfogo e soluzione ai problemi di migliaia di famiglie, di creare centinaia di posti di lavoro è irrinunciabile. L’integrazione con una realtà ospedaliera come quella del San Camillo, d’altra parte, offre sponde impensabili in altra situazione. Reparti post-acuzie, ambulatori, punto di primo soccorso. Ma non è finita. All’interno del perimetro del Forlanini potrebbero trovare ospitalità anche altre strutture di servizio pubblico come la caserma dei carabinieri di zona oggi in affitto e confinata in un posto logisticamente tutt’altro che idoneo. Presenterò nei prossimi giorni una proposta di legge regionale – dice ancora Gramazio – che mi auguro venga approvata a larghissima maggioranza alla Pisana. Il Forlanini tornerà allo splendore di una volta, ma con la modernizzazione ed il suo adeguamento alle nuove esigenze del Servizio sanitario regionale, chiamando anche il privato a partecipare in quota e mantenendo quindi la governance pubblica”.

Ti potrebbero interessare anche:

Frosinone, Pronto soccorso da incubo
Sex tape in rete con Cameron Diaz, la cronaca è film
Fondi ha un nuovo gioiello: nasce il pomodoro “Fondanello”
Ventura sposo in attesa del si alla nazionale
Cane o gatto vi leccano la faccia? Attenti, rischiate la setticemia
Morta Tina Anselmi, prima donna ministro in Italia



wordpress stat