| categoria: editoriale

Il paese volta le spalle alla politica

La frittata è fatta, il paese volta le spalle alla politica. Il segnale è forte, non può essere ignorato. Se a Roma l’affluenza alle urne sfiora il 20% in meno significa che abbiamo proprio toccato il fondo per quanto riguarda l’apprezzamento da parte della gente per chi dovrebbe o vorrebbe amministrarli. Si era visto venerdì, nei comizi finali, meno di trentamila persone in tutto ad ascoltare quattro candidati. Praticamente zero, in una capitale capace di muovere masse consistenti di persone per eventi di diversa natura. Protesta, disaffezione, rabbia, amaro realismo. Nel resto del paese la percentuale è appena superiore, tanto per sottolineare che Roma rappresenta il picco di un fenomeno che affonda le radici in un malessere nazionale. Tremano i politici, trema il governo, sono annichiliti i candidati. Tutto costoro sembrano non aver ancora imparato la lezione. E hanno an cor più danneggiato il paese. Perchè dalle urne, in questa situazione, può uscire qualsiasi risultato. E non è detto che sia il migliore. Insomma siamo nei guai grossi, anche se qualcuno non sembra essersene ancora reso conto

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