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Ha votato solo un romano su due. Marino stacca Alemanno, grillini dimezzati. Sarà ballottaggio

Tutte le proiezioni concordi, avanti il candidato di centrosinistra tra i i 10 e i 14 punti rispetto al sindaco di centrodestra uscente. Scrutinate le prime sezioni su 2600. Se i dati saranno confermati, M5S a Roma perderebbe circa il 15 per cento dei consensi conquistati alle elezioni politiche. Alemanno: “Combatterò fino alla fine”. Marino: “In città voglia di cambiare”. Secondo i dati forniti dal Viminale sulle sezioni già scrutinate sulle 2600 per le elezioni comunali di Roma, per cui è andato al voto un elettore su due, Marino avrebbe tra i 13 e i 14 punti di vantaggio sul sindaco uscente. A seguire Marcello De Vito e Alfio Marchini.
Quanto ai partiti in vantaggio il Pd, che rispetto alle ultime politiche lascia solo pochi punti sul campo, poi il Pdl, che regge, il M5S, che ha dimezzato i consensi. Bene la Lista Civica Marino, seguono Fdi, Cittadini X Roma e Sel. Il primo commento ai risultati parziali viene dal sindaco uscente, Gianni Alemanno: “Il dato importante è che arriviamo comunque al ballottaggio, che non è il secondo tempo di una partita ma una partita tutta diversa. Combatterò fino alla fine. Dobbiamo portare al voto soprattutto chi si è astenuto, i giovani”. “C’è necessità e desiderio di cambiare – sono state invece le prime parole Ignazio Marino appena arrivato al comitato elettorale – È quello che ho colto in ogni quartiere di questa città. E’ chiaro che non è finita. La corsa elettorale continua e domani ritornerò ad ascoltare le persone”. “Dobbiamo cambiare questa città per uscire da questa palude. – ha aggiunto Marino – Dobbiamo ascoltare tutti, voltare pagina, e tutti insieme ce la faremo”. Positivo anche il commento di Andrea Pugliese da comitato di Alfio Marchini: “La prima risposta è di soddisfazione, tre mesi fa non esistevamo, eravamo lo zero per cento, per cui da zero a dieci in tre mesi, dà la misura di un passo veloce”. Se invece i primi dati fossero confermati, il Movimento Cinque Stelle perderebbe a Roma circa il 15 per cento dei consensi ottenuti alle elezioni politiche. Alle politiche nella capitale aveva raggiunto infatti il 27,27 per cento dei consensi. Dallo staff di De Vito arriva però il priimo commento: “Quello del M5s credo non si possa ritenere un flop. La campagna elettorale del movimento romano è stata affrontata senza mezzi, senza spendere un euro e senza sostegno di alcuna natura. I voti sono conquistati sul territorio uno a uno, abbiamo uno zoccolo duro da cui ripartiremo”. Poi il candidato aggiunge sugli avversari: “Alemanno e Marino sono la stessa cosa, io non li valuto positivamente”.Sul ballottaggio i due candidati da terzo e quarto posto non si schierano. Anzi, De Vito chiude la porta: “Non riteniamo opportuno consigliare dei partiti. Lasceremo alle persone libertà di scegliere”. E a chi chiede se ci sarà una consultazione on line tra gli iscritti al Movimento per decidere se appoggiare qualcuno, risponde: “Non lo posso escludere. Io andrò come sempre al seggio, e mi avvarrò al seggio della facoltà di non votare”. Marchini è più possibilista: ”Quindici giorni sono un’eternità. Io non farò il vice di nessuno ma è assolutamente prematuro dichiarare qualcosa. Valuteremo con laicità contenuti e programmi”. Quanto alle liste collegate ai candidati, secondo le proiezioni, la coalizione Marino al 41,0% mentre quella che sostiene Alemanno è al 31,7%. Il Movimento 5 Stelle è al 13,9% e lo schieramento Alfio Marchini sindaco è dato al 7,2%. Infine le percentuali degli altri candidati: Alfonso Luigi Marra 1,32%, Simone Di Stefano 0,54%; Alessandro Bianchi 0,18%; Luca Romagnoli 0,13%; Gianguido Saletnich 0,13%; Giovanni Palladino 0,11%; Gerardo Valentini 0,10%; Edoardo De Blasio 0,07%, Fabrizio Verduchi 0,06%, Angelo Novellino 0,05%; Matteo Corsini 0,04%; Armando Mantuano 0,04%; Stefano Tersigni 0,03%; Valerio De Masi 0,02Almeno un ‘candidato’ ha rischiato di salire al Campidoglio al primo turno: e’ l’astensionismo, che nella Capitale chiamata a eleggere il nuovo sindaco ha conquistato la meta’ degli elettori. E’ infatti del 52,8 per cento l’affluenza definitiva alle Amministrative del 2013 per la citta’ di Roma. Mentre quasi un elettore su due non ha votato, senza distinzione tra centro o periferia e colpendo roccaforti sia di destra che di sinistra. Rispetto alle politiche dello scorso febbraio, quando a Roma l’affluenza si era attestata al 77,63 per cento, c’e’ stato un calo di votanti di quasi 25 punti. Mentre alle precedenti elezioni comunali, nel 2008, alle urne era andato il 73,52%, con un calo di oltre 20 punti rispetto al voto di oggi. La zona piu’ delusa dalla politica e’ Roma Nord, per molta parte storica roccaforte del centrodestra, dove il ‘candidato invisibile’, cioe’ l’astensionismo, sarebbe gia’ sindaco, superando il 50 per cento, succede in XIV e XV Municipio, cioe’ Cassia, Flaminia, Primavalle e Trionfale. Anche il centro storico reagisce male, con un pesante trend negativo specie se calcolato nel quartiere Prati, quello a due passi dal Vaticano. Il popolare quartiere della Garbatella, da sempre roccaforte della sinistra, tiene bene in termini di valori assoluti, ma crolla rispetto all’affluenza passata. E’ qui che si registra il delta negativo con un crollo dell’affluenza che sfiora il 31 per cento. Reggono bene invece Monte Sacro e il Tiburtino, con buoni valori di affluenza assoluti e relativi. In termini assoluti l’affluenza maggiore si e’ concentrata nelle popolose aree del Nomentano e del Tiburtino (cioe’ gli attuali III e IV Municipio), con una corsa alle urne relativamente alta, ben sopra il 55% contro il 52,8 della citta’. Bene anche Aurelio-Boccea, attuale XIII Municipio (55,2) ma anche l’Eur (oggi IX) con il 54,1 per cento. L’Eur si conferma uno dei quartieri maggiormente attivi nella politica, perche’ anche alle politiche di qualche mese fa la zona fu la seconda per affluenza, sfiorando l’82%. Perfettamente diviso a meta’, ma in calo rispetto alle Politiche, e invece il centro storico. L’affluenza delle Comunali si e’ fermata al 50,6 per cento. Ma l’attuale I Municipio comprende oggi anche il XVII, cioe’ Prati, che a febbraio invece supero’ la media cittadina andando vicina all’80 per cento. Se si considerasse dunque solo il voto di Prati, il gap sfiorerebbe il 28,7 per cento, quasi un record cittadino.

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