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Adolescenti, in aumento la dipendenza da sesso e contenuti pornografici

L’età scolare, l’adolescenza, i processi evolutivi coincidono con il risveglio dei sensi, con la scoperta del piacere. Una fase delicata che, se non adeguatamente supportata dalla famiglia e dagli educatori, può degenerare in patologie a carico della sfera sessuale come la Dipendenza da sesso e la Pornodipendenza. Due patologie in aumento negli ultimi vent’anni su cui fa il punto lo psicologo e psicoterapeuta Stefano Bovero con un intervento durante il Festival dei Saperi Educativi di Vitorchiano (Viterbo) che si è appena concluso, organizzato dall’Istituto Progetto Uomo.
La ricerca, effettuata su un campione di 500 minori tra i 14 e i 16 anni, divisi equamente tra maschi e femmine e sparsi sul territorio nazionale, ha evidenziato che il 71% dei maschi e il 46% delle femmine ha visionato film pornografici, prevalentemente scaricati da Internet; e che di questi maschi l’80% ha dichiarato di consumare abitualmente materiale pornografico, percentuale che si attesta al 77% per quanto riguarda le ragazze. Di questi due valori, circa il 50% sia dei maschi che delle femmine hanno dichiarato di nutrire un’attenzione costante verso i film porno, e dunque evidenziano un rischio di dipendenza.
Secondo lo psicologo e psicoterapeuta Stefano Bovero, la dipendenza da sesso non sarebbe un fenomeno nuovo, ma sarebbe “un comportamento caratterizzato da un desiderio sessuale anomalo che coinvolge l’attività del pensiero a tal punto da interferire seriamente con le normali attività quotidiane, e persino da non consentire più di perseguire altri scopi nella vita”. E qusto disturbo, oggi sembrerebbe ancora più accentuato anche a causa delle nuove forme di comunicazione e interazione sociale, per non parlare dell’uso dei social network.
Bovero parla anche della pornodipendenza, che “appare come una particolare estensione autoerotica dello stesso aspetto compulsivo”.
L’Università di Padova, analizzando i risultati della ricerca, ha spiegato le conseguenze di questo fenomeno, che potrebbero portare un quarto dei giovani che fanno abuso di pornografia a rischio disfunzioni sessuali: in particolare il 12% non cerca rapporti reali, mentre il 25% denuncia il calo del desiderio ed eiaculazione precoce.
Stefano Bovero spiega che “il calo del desiderio è dovuto al fatto che la pornodipendenza abitua il soggetto a fare tutto da solo e lo disabitua a contesti erotico-affettivi reali eliminando la corrente di tenerezza”. Uno stesso meccanismo accade anche per l’eiuaculazione precoce che, per Bovero, risolve “in fretta l’incapacità relazionale del soggetto le cui risorse neurologiche vengono progressivamente consumate determinando modificazioni nella chimica cerebrale. Oltre a ciò va in particolare considerata la profonda distorsione dell’immagine della donna e dell’amore che la frequentazione dei siti porno inevitabilmente determina”.
Forse un maggiore controllo degli adolescenti, lasciati troppo spesso soli davanti a PC e TV, potrebbe aiutare ad abbassare le percentuali in favore di una vita relazionale più reale e più naturale. Redazione Online News

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