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Sclerosi multipla, in Italia un nuovo caso ogni 4 ore

Cronica, imprevedibile e progressivamente invalidante, la sclerosi multipla colpisce 68 mila persone in tutta Italia. E una nuova diagnosi viene fatta ogni 4 ore, soprattutto a giovani. Per questa malattia ancora non esiste una cura risolutiva, per questo la ricerca scientifica e’ fondamentale per sconfiggerla. Al Congresso in corso a Roma fino a domani promosso dall’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) nel quadro della Settimana di informazione della malattia e per celebrare la Giornata mondiale della Sm, viene fatto il punto sui piu’ importanti risultati raggiunti dalla ricerca. Ricerca che ha consentito in 40 anni di raggiungere risultati concreti: nel 1970 sette malati su 10 arrivavano all’invalidita’ in 15 anni. Nel 2010 tre persone con sclerosi multipla su 10 arrivano all’invalidita’ in 25 anni. “Il primo trattamento con interferone per la sclerosi multipla – ha detto Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) – e’ arrivato in Italia alla meta’ degli anni ’90. Ora il numero dei farmaci disponibili, con modalita’ di funzionamento diverso, e’ molto aumentato e ancora aumentera’ nel prossimo anno: sempre piu’ possiamo pensare che ciascuna persona abbia il trattamento piu’ adatto alla propria situazione nel momento giusto. La ricerca in riabilitazione, cui il Congresso Fism dedica oggi un’importante pagina, sta ottenendo successi analoghi per la qualita’ di vita delle persone e il trattamento della malattia. Trenta anni fa la prospettiva per chi riceveva la diagnosi era di diventare in pochi anni disabili. Ai nostri giorni, grazie anche alle terapie e alla riabilitazione, cioe’ alla ricerca in questo ambito, molte meno persone arrivano alle difficolta’ motorie gravi”. Grazie alle risorse del 5 per 1000 anche quest’anno Aism ha potuto investire ben 7,8 milioni di euro nella ricerca. Con circa 3,1 milioni ha sostenuto attraverso il Bando Fism 17 progetti di ricerca e 12 borse di studio; con 3 milioni ha promosso importanti progetti speciali, ricerche triennali, che prevedono la compartecipazione e la collaborazione di diversi centri di eccellenza nazionali e/o internazionali. Consegnato al convegno anche il Premio Rita Levi-Montalcini, che Aism riconosce dal 1999 per valorizzare l’eccellenza della ricerca italiana nella sclerosi multipla, e’ stato assegnato quest’anno a Maria A. Rocca, che dal 2008 e’ Group Leader dell’Unita’ di Neuroimaging della sostanza bianca del Sistema nervoso centrale, divisione di Neuroscienze, Ospedale San Raffaele di Milano. Nell’anno in cui il premio Nobel e presidente onorario di Aism e’ venuta a mancare, il riconoscimento e’ dunque una sorta di passaggio del testimone, da ricercatrice a ricercatrice.

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