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Ogni anno diecimila italiani in più costretti alla dialisi

Cinque milioni di italiani hanno i reni malati, e uno su 10 soffre di insufficienza renale moderata che, se non trattata, puo’ portare alla dialisi. Oggi convivono con la terapia circa 50 mila connazionali, ma secondo un censimento della Societa’ italiana di nefrologia (Sin), ogni anno si registrano 10 mila nuovi casi di pazienti che necessiterebbero di dialisi cronica. I dati sono stati ricordati questa mattina al Politecnico di Milano, in occasione di un convegno organizzato per celebrare i 100 anni dalla fondazione di Fresenius Medical Care, gruppo leader nel settore dei dispositivi e servizi dedicati al trattamento dell’insufficienza renale cronica. Un’emergenza in crescita in tutto il mondo, a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’esplosione delle malattie croniche. Si stima infatti che, entro il 2010, i malati renali allo stadio ‘anticamera’ della dialisi raddoppieranno da 1,2 a 2,5 milioni. “A fronte del progressivo incremento dei pazienti che accedono al trattamento dialitico, con un conseguente aumento della spesa sanitaria e del costo sociale per il nostro Paese (stimato in circa il 3% sul totale della spesa sanitaria), e’ indispensabile una piu’ efficace collaborazione tra ricerca universitaria e imprese biomediche per rendere disponibili innovazioni e nuove tecnologie. Solo cosi’ sara’ possibile accrescere la qualita’ della terapia e gestire una rete territoriale regionale finanziariamente sostenibile”. E’ questo l’auspicio espresso durante l’incontro da rappresentanti del mondo accademico, operatori della sanita’ pubblica e privata lombarda, nefrologi e ricercatori.
“La tecnologia ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo della terapia – sottolinea Aurelio Limido, presidente sezione lombarda Sin – ma la sostenibilita’ economica rappresenta la nuova sfida nella situazione economica attuale: migliorare i risultati del trattamento dialitico puo’ ridurre i costi dell’insufficienza renale”. Piergiorgio Messa, direttore dell’Uoc di nefrologia e dialisi della Fondazione Policlinico di Milano, osserva che “la tecnologia ha dato un apporto fondamentale, fornendo mezzi diagnostici e terapeutici efficaci nei vari stadi delle malattie renali. Ora e’ chiamata a dare risposte che possano ulteriormente soddisfare le crescenti aspettative di salute, rendendole compatibili con le risorse disponibili”. Valentina Paris, presidente Aned (Associazione nazionale emodializzati), conferma il ruolo salvavia della tecnologia per i nefropatici, e ribadisce l’impegno di Aned per “le tutele sociali, il diritto all’informazione costante e partecipazione alla cura, il dovere per i malati di prendersi cura in prima persona della propria malattia e di adattare la vita alla dialisi e non viceversa”.

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