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Nuovo scandalo alimentare: “Esportata carne di volatile fuori norma”

Delle filiali di un gruppo bretone avrebbero presentato da diversi anni falsi rapporti di analisi microbiologiche per rispondere alle strette norme di alcune paesi sull’esportazione di carni di volatile. La frode riguarda seimila tonnellate di carne di volatile messe in vendita da un gruppo agroalimentare del dipartimento di Finistère in Francia.

Il valore di mercato della carne in questione si stima attorno ai tre milioni di euro. Parecchie filiali del gruppo all’origine della frode avrebbero, regolarmente e per parecchi anni, confezionati dei falsi rapporti di analisi microbiologiche al fine di soddisfare la regolamentazione molto stretta di alcuni paesi.

Queste imprese, specializzate nella produzione e nella commercializzazione dei prodotti di volatili, avrebbero anche trattato delle analisi con prodotti disinfettanti o per irradiazione. “Si tratta di prodotti non conformi alle norme di vari paesi” dove la carne viene esportata, spiegano gli accusatori, precisando che si tratta di carne separata meccanicamente (Vsm), con carni di volatile compresse con l’aiuto di mezzi meccanici.

Undici persone, tra i quali tre dirigenti, sono state ascoltate dagli inquirenti per i presunti reati di falso e truffa. Sono state effettuati anche dei prelievi sui conti correnti bancari delle persone coinvolte per un totale di 460 mila euro. Il processo comincerà il prossimo mese di settembre.

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