| categoria: economia

IL PERSONAGGIO/ Il “mago” torna in pista, lontana la macchia degli 80 giorni di carcere

Silvio Scaglia

Chi lo conosce lo chiama il ‘mago’. Ma il grande pubblico lo ricorda come fondatore di Fastweb e forse adesso lo fara’ per aver salvato la lingerie di La Perla. E’ Silvio Scaglia, nato nel 1958 a Lucerna e da sempre residente ad Antagnod (Valle d’Aosta), e’ tuttora considerato uno degli uomini piu’ ricchi d’Italia con un patrimonio stimato che sfiora il miliardo di euro. La sua carriera, sempre brillante, si e’ macchiata pero’ per l’inchiesta Fastweb – Telecom Italia Sparkle che gli e’ costata il carcere. Cresciuto a Novara, ha frequentato il Politecnico di Torino, dove si e’ laureato in ingegneria delle telecomunicazioni, per poi iniziare la sua carriera lavorativa come consulente presso lo studio McKinsey e poi in Bain. Diventa quindi amministratore delegato di Omnitel (oggi Vodafone) ed e’ qui che si guadagna il soprannome di ‘mago’ per aver saputo portare il numero degli abbonati della compagnia da 300.000 a 8 milioni in breve tempo. La svolta arriva nel 1999, quando fonda Fastweb: ”Ci ho investito tutti i miei soldi, fino all’ultimo centesimo, e tutta la mia credibilita”’, disse alla presentazione della societa’, che ha poi investito oltre quattro miliardi di euro per creare la propria rete a fibra ottica. L’imprenditore e’ rimasto il principale azionista di Fastweb fino al 2007, quando ha ceduto il 18,75% alla svizzera Swisscom, che aveva lanciato un’Opa a 47 euro per azione. La cessione gli ha consentito di entrare nella classifica di Forbes dei 1.000 uomini piu’ ricchi del mondo, che ne ha stimato la ricchezza in circa 1,2 miliardi di dollari: il tredicesimo uomo piu’ ricco d’Italia. La sua avventura nel mondo della comunicazione continua poi da Londra dove fonda Babelgum (2007), una piattaforma di webTv gratuita costata circa 50 milioni. Ma dopo tre anni per Scaglia il vento gira. La magistratura lo indaga per evasione fiscali nell’ambito dell’inchiesta Fastweb – Telecom Sparkle con l’accusa di falsa fatturazione di servizi telefonici e telematici inesistenti. A febbraio del 2010 viene emessa un’ordinanza di custodia cautelare e a inizio marzo viene portato a Regina Coeli per poi essere trasferito a Rebibbia dove restera’ per 80 giorni. A inizio 2011 dopo quasi un anno di custodia cautelare i giudici della Prima Sezione penale del Tribunale di Roma accolgono l’istanza di scarcerazione.

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