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Ilva e le “norme non rispettate”

Il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, al termine dell’incontro sull’Ilva di Taranto che si è tenuto a Palazzo Chigi con alcuni ministri interessati, ha detto che “il percorso di attuazione” dell’Aia “non è stato rispettato”. Il ministro ha poi parlato della necessità di un reintervento perché “non è accettabile trasgredire a un percorso che deve essere applicato rigidamente”.
Alle domande dei giornalisti che gli chiedevano cosa il Governo stia pensando di fare per l’Ilva, Orlando ha ribadito che, nonostante ci siano condizioni per un intervento, “l’attuale assetto non garantisce il raggiungimento degli obiettivi”. Il ministero dell’Ambiente ha predisposto un rapporto dal quale, dopo anche i risultati dell’ispezione dell’Ispra, è emerso che “il percorso previsto è stato soltanto parzialmente rispettato e, quindi, si tratta di reintervenire per assicurare che gli obiettivi di ambientalizzazione siano realizzati perché non è accettabile che si trasgredisca a una procedura e a un percorso che deve essere seguito in modo molto più rigido a garanzia della tutela della salute dei cittadini”.
Il gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, ha concesso all’Ilva la facoltà d’uso degli impianti dell’area a caldo sequestrati il 26 luglio 2012, pur confermando il sequestro e disponendo nuovi controlli sulle emissioni. Il provvedimento è stato notificato dai carabinieri del Noe di Lecce all’azienda e ai quattro custodi giudiziari. Redazione Online News

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