| categoria: Latina, turismo

La via dell’olio sulle Colline Pontine

Un territorio dal clima mediterraneo particolarmente mite e ricco di storia, dove le colline a sud di Roma degradano verso il mare, patria di numerosi prodotti tipici. Questa è la zona DOP Colline Pontine, da cui nasce un extravergine capace di accontentare molti palati.

LA TRADIZIONE. Sin dai tempi dell’antica Grecia testimonianze raccontano dell’introduzione dell’ulivo nell’Agro Pontino e le tecniche per la sua coltivazione. Da allora la zona fu dominata prima dai Latini e in seguito dai Romani che però la abbandonarono a causa dell’avanzamento della palude. Durante l’epoca medievale furono i monaci benedettini e cistercensi ad agevolare le tecniche di produzione e trasformazione, e si deve allo Stato Pontificio, nel Cinquecento, l’editto che concedeva un premio ogni 100 alberi di ulivo messi a dimora. Fu cosi che vennero piantati altri alberi che contribuirono ad accrescere la produzione olearia. Negli Anni Venti del Novecento fu avviata una campagna di ricostruzione degli olivi per riqualificare il territorio, che era andato via via degradandosi a causa del terreno paludoso. A partire dagli Anni Sessanta le esigenze maggiori furono quelle di accontentare la richiesta turistica, e solo negli ultimi vent’anni c’è stata un’inversione di tendenza grazie ai piccoli e medi imprenditori che hanno saputo ridare la giusta importanza ai prodotti tradizionali del territorio, tra cui l’olio.

LA DENOMINAZIONE. Il nome Lazio Colline Pontine si riferisce a quella zona collinare che si affaccia, dalla parte meridionale di Roma, verso il mare. Ha ottenuto la DOP nel 2010 e si è andato così ad affiancare ai precedenti riconoscimenti europei ottenuti dall’olio laziale della Sabina, della Tuscia e di Canino.

LE CARATTERISTICHE. Presenta colore dal verde al giallo più o meno intenso, odore fruttato di oliva invaiata; il sapore è fruttato di oliva invaiata, con sensazione di amaro o piccante. Viene ottenuto dalla molitura di olive della varietà Itrana dal 50 al 100%, Frantoio e Leccino sino al 50%. Possono essere presenti altre varietà per un massimo del 10%. La raccolta avviene manualmente o meccanicamente, utilizzando le reti, mentre è da evitare la raccolta di olive cadute spontaneamente a terra o presenti su reti permanenti. L’estrazione, per la quale sono ammessi solo processi fisici e meccanici in grado di preservare la qualità delle olive, viene effettuata entro 48 ore dalla raccolta.

IL TERRITORIO. L’olio extravergine di oliva Lazio Colline Pontine viene prodotto nel territorio della provincia di Latina e comprende tutto o in parte il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Aprilia, Bassiano, Campodimele, Castelforte, Cisterna di Latina, Cori, Fondi, Formia, Itri, Lenola, Maenza, Minturno, Monte San Biagio, Norma, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Rocca Massima, Roccasecca dei Volsci, Santi Cosma e Damiano, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Spigno Saturnia, Terracina. La fascia pedemontana e collinare dei monti Lepini, Ausoni ed Aurunci che si affaccia, a sud di Roma, verso il mare, ha nei secoli sviluppato attorno alla cultivar Itrana un sistema unico che ha permesso di produrre un olio extravergine di oliva di alta qualità e le olive in salamoia dette di Gaeta, altro prodotto tipico.

LA PRODUZIONE. La produzione non può superare i 100 kg per pianta. Si può acquistare direttamente nelle aziende specializzate ma anche on line.

LA CULTURA. La provincia di Latina offre al turismo una vasta gamma di possibilità, dalle celebri mete balneari come Sabaudia, Circeo, Sperlonga, Gaeta e Terracina, ai gioielli naturalistici del Parco Nazionale del Circeo e dei Monti Lepini che offrono un patrimonio storico e architettonico notevole, con numerosi borghi medievali, fino alle importanti Abbazie di Valvisciolo e Fossanova, ricche di storia e di cultura.

LA CUCINA. E’ ideale a crudo su crudité di carciofi e di funghi del sottobosco, insalate di farro e di legumi, carpacci e tartare di pesce e di manzo, crudo di crostacei, marinate di pesci, zuppe di verdure e di legumi, risotti, pesci alla griglia, carni bianche e rosse ai ferri, verdure crude e cotte, formaggi freschi e stagionati a pasta filata. Da molti è considerato il condimento ideale per la “bazzoffia” una famosa zuppa di legumi e verdure, tipica della zona di Priverno a base di fave, cipolle, piselli, carciofi che vengono cotti insieme a fuoco lento dopo essere stati soffritti nell’olio extravergine d’oliva, a cui si aggiungono i pomodori pelati, l’acqua necessaria per finire la cottura e il sale. A cottura ultimata si aggiunge anche un uovo intero sbattuto. La bazzoffia si serve in recipienti nei quali sono state precedentemente disposte delle fette di pane casareccio e il piatto si rifinisce con una abbondante grattugiata di formaggio pecorino.

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