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Nuova grana giudiziaria per il Cavaliere: “La mia pazienza ha un limite”

Silvio Berlusconi trascorre il pomeriggio a palazzo Grazioli, dove torna dopo circa 10 giorni di assenza, registrando spot elettorali a favore di Gianni Alemanno in vista del ballottaggio con Ignazio Marino per il Campidoglio. Un’agenda fitta di impegni ‘arricchita’ da una nuova grana giudiziaria che gli ha visto consegnare le 90 pagine di motivazioni della condanna in primo grado per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio per la pubblicazione della telefonata fra Fassino e Consorte. Caso Unipol che, subito dopo una lunga serie di interviste Tv, diventa uno dei temi centrali (sotto il titolo di ‘accerchiamento giudiziario’) affrontato a palazzo Grazioli con i big del Pdl. La cena e’ pero’ soprattutto utile per fare il punto della situazione dopo i molti giorni di assenza del Cavaliere dalla Capitale dove e’ – tra l’altro – montato il malcontento di chi si e’ visto escluso dall’inner circle invitato a mini-vertici nei fine settimana in Sardegna. Novita’ eclatanti e cambi di strategia non sembrano profilarsi all’orizzonte anche se l’umore dell’ex capo del governo viene descritto come pessimo. A farlo infuriare, e assieme a lui tutto il Pdl, ci sono diversi passaggi delle motivazioni della sentenza Unipol tra cui quello in cui si dice che ”il ruolo di Berlusconi fu decisivo nella vicenda delle intercettazioni tra Fassino e Consorte”. Parole a cui replicano duramente i due avvocati del Cavaliere: le motivazioni della sentenza rappresentano ”ancora una volta l’impossibilita’ di celebrare dei processi a Milano per Silvio Berlusconi”. Quanto al diretto interessato, la reazione e’ la stessa di sempre: Dove sarebbe la novita’ – avrebbe detto con una punta di sarcasmo – e’ chiaro che la magistratura vuole togliermi di mezzo e sta usando ogni mezzo per scatenare una mia reazione in modo che l’opinione pubblica possa addossarmi la colpa di voler far cadere il governo. L’ex capo del governo lo ribadira’ ancora una volta ai commensali questa sera: Sono stato il primo sponsor del governo – e’ il refrain – e non voglio metterlo in discussione ma siamo al mese di giugno, ora mi aspetto che Letta dia seguito a quanto promesso e metta nero su bianco i provvedimenti per rilanciare l’economia. Tant’e’ vero che Daniela Santanche’ ad Otto e Mezzo lancia anche l’ipotesi di uno sciopero fiscale. Le parole di Berlusconi non suonano come un ultimatum all’esecutivo anche se, ”l’accerchiamento da parte della magistratura” a detta di molti big pidiellini contribuisce ad assottigliare giorno dopo giorni la pazienza del loro leader. Il Cavaliere, spiega chi lo conosce bene, sa perfettamente di poter contare su milioni di persone pronte a scendere in piazza un secondo dopo la sentenza della Consulta sul legittimo impedimento per il processo Mediaset. La macchina organizzativa non e’ ancora messa in moto ma l’avvertimento e’ comunque lanciato. Insomma Berlusconi e’ pronto a tenere aperta ogni ipotesi almeno fino al 19 giugno giorno in cui e’ attesa la sentenza della Corte Costituzionale. Data di cui si e’ discusso anche nella riunione dei senatori del partito in cui e’ emersa – raccontano – la preoccupazione di un eventuale spaccatura del Pd pronto a tornare alla carica sul tema dell’incandidabilita’ del Cavaliere. Tante variabili sul campo che suggeriscono a Berlusconi di tenersi aperte diverse ipotesi come quella di un partito nuovo, piu’ leggero, di cui si e’ discusso nel week end in Sardegna. L’idea di fondo e’ che comunque con il taglio dei finanziamenti pubblici vada ripensata l’organizzazione del Pdl, ecco perche’ non e’ escluso che l’ex premier possa incontrare a breve anche i tesorieri di via dell’Umilta’.

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