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Si chiude la partita delle commissioni, ma è caos a Cinque Stelle

Alla fine tutto va esattamente come deciso ieri dalla maggioranza a tavolino: Roberto Fico (M5S) viene eletto alla guida della Vigilanza Rai, il Copasir tocca al leghista Giacomo Stucchi, la Giunta per le elezioni se la aggiudica Dario Stefano, ex Udc ora nelle file di Sel. Il Movimento 5 Stelle pero’, nonostante la ‘conquista’ della Vigilanza Rai, non ci sta criticando la scelta dell’esponente leghista per il Copasir e arrivando sull’orlo di una spaccatura anche al suo interno dopo un duro confronto che rappresenta la spia di tutte le tensioni che stanno caratterizzando il movimento e la partita dei ‘frondisti’. Una partita che sembra appena agli inizi. Mentre rientra la protesta di Sinistra e Liberta’ che fino a ieri sera continuava a rivendicare per il suo deputato Claudio Fava (che oggi si e’ auto-votato) la poltrona del Copasir, minacciando di mandare all’aria ogni accordo. Ma, prima di tutto, contestano i grillini: ”il Movimento 5 Stelle e’ l’unica vera opposizione visto che – come ribadisce anche il capogruppo al Senato Vito Crimi – Sel e’ arrivata in Parlamento grazie al premio di maggioranza e la Lega si e’ astenuta nel voto al governo”. In piu’ si disapprova il fatto che alla guida del Comitato che dovrebbe controllare i Servizi Segreti italiani ”e dunque l’unita’ e la sicurezza della Repubblica” sia andato uno della Lega, ”cioe’ uno scissionista”, come osservano Crimi e Luigi Di Maio. Ma l’agitazione in casa M5S e’ tale che, oltre ai due deputati che si danno in fuoriuscita dal gruppo, Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, anche il senatore siciliano Mario Michele Giarrusso decide di lasciare la Giunta per le Autorizzazioni di Palazzo Madama subito dopo l’elezione di Dario Stefano. Giarrusso non si autosospende dal gruppo, come sostenuto dai grillini a Montecitorio in un primo momento, ma in polemica con il suo capogruppo Crimi assente al momento del voto, scrive al presidente del Senato Pietro Grasso per chiedere di essere sostituito. Una volta assegnato alla Giunta, infatti, non ci si puo’ piu’ dimettere per tutta la legislatura. Crimi, informato dai cronisti della protesta di Giarrusso, cade dalle nuvole e giustifica il suo ritardo (arriva giusto in tempo per il voto sui vicepresidenti di Pdl e Pd Giacomo Caliendo e Stefania Pezzopane) dicendo di aver avuto ”molte incombenze” da svolgere tra cui le elezioni al Copasir (di due ore prima, alle 13,30) e di essersi perso. ”Non riuscivo a trovare l’aula” della commissione, assicura. Giarrusso, che riceve cosi’ solo 3 voti dei 4 M5S in Giunta, ci crede poco e si sfoga con i cronisti: da noi ci sono molte ”mele marce”, avverte, ed e’ ora di ”eliminarle”. Poi in commissione c’e’ ”una maggioranza occulta trasversale che vuole salvare a tutti i costi Berlusconi” e quindi lui li’ non puo’ piu’ restare anche perche’ e’ convinto che Stefano sia ”un’infiltrato centrista” arrivato in soccorso del Cav che non vuol essere dichiarato ineleggibile. ”Ho scritto anche a Napolitano – racconta – perche’ salvaguardi l’opposizione e le consenta di esercitare le sue prerogative”. ”Io chiedero’ subito di calendarizzare la nostra richiesta di ineleggibilita’ – incalza Crimi – e se non avverra’ sara’ solo colpa di Stefano”. Veramente non e’ ”un videogioco in cui basta premere un bottone per distruggere il nemico”, ribatte il senatore di Sel: ”Le decisioni andranno prese tutti insieme”. Nell’attesa, c’e’ chi pensa che Giarrusso in realta’ se ne voglia andare, cosi’ come molti ‘siciliani’ di Palazzo Madama, ‘scontenti’ anche per i compensi che dovrebbero restituire. Sulle due bicamerali invece tutto fila liscio: Giacomo Stucchi ‘espugna’ il Copasir con 6 voti su 10 e viene affiancato dai vice Giuseppe Esposito (Pdl) e Felice Casson (Pd). Mentre Roberto Fico (M5S) e’ il nuovo presidente della Vigilanza Rai con 29 voti sui 37 presenti. ”Il faro della commissione – commenta Fico – spero sia quello di far distaccare la politica dall’informazione e dalla tv di Stato”.

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