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Ferie forzate per il 20% dei lavoratori, le aziende sono in difficoltà

La vacanza, con l’incombere della crisi, sta progressivamente perdendo la sua principale caratteristica: quella di uno stacco netto con la attivita’ lavorativa. Non e’ casuale allora che aumenti di tre punti (dal 4 al 7%) la pattuglia di coloro che non vanno in vacanza perche’ inchiodati al posto di lavoro. E’ quanto emerge dal sondaggio sull’estate 2013 condotto da Confesercenti-Swg. E sono un vero e proprio esercito di quasi 10 milioni di italiani quelli che si portano in spiaggia o nei boschi il computer per lavorare o leggere la posta. Si assottiglia il popolo dei vacanzieri, ma, complice la crisi, emerge un nuovo e preoccupante fenomeno: ben il 20% del campione intervistato dichiara che nel corso dell’anno ha dovuto prendere giorni di ferie “forzate” a causa delle difficolta’ delle imprese, che non vogliono licenziare ma sono costrette a chiudere per piu’ tempo le proprie attivita’. Il nodo del lavoro accompagna dunque le famiglie italiane nel difficile tragitto della crisi, senza pause, neppure quella estiva

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