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Panineria italiana a Vienna offre “Falcone grigliato come un wurstel”. Scandalo e polemica, interviene la Farnesina

Il giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia nel maggio 1992

Gli eroi dell’antimafia cotti alla griglia. La proposta di un pub viennese, che nasce come un’operazione di marketing, suscita in Sicilia e a Roma solo indignazione. Non solo il menu ma anche il nome del locale, “Don Panino”, attinge a un campionario di luoghi comuni sulla mafia. Colpiscono intanto le denominazioni dei panini: don Greco, don Buscetta, don Corleone, don Mori, don Falcone e don Peppino. Chiaro il riferimento a Peppino Impastato, che dai microfoni di una radio privata attaccava la cosca di don Tano Badalamenti. Impastato venne dilaniato da una bomba in uno scenario che doveva simulare un attentato. Invece era un delitto di mafia. Nella descrizione del menù si legge: “Siciliano dalla bocca larga fu cotto in una bomba come un pollo nel barbecue”. Il panino che porta il nome di Giovanni Falcone viene descritto così: “Si è guadagnato il titolo di più grande rivale della mafia di Palermo ma purtroppo sarà grigliato come un salsicciotto”.

Tuona il ministero degli Esteri: su istruzioni del ministro Bonino – si legge in una nota della Farnesina – l’incaricato d’affari dell’ambasciata italiana a Vienna è intervenuto presso le autorità austriache sul caso del locale ‘Don Panino’ riferendo come l’Italia ritenga “inaccettabile” e “offensivo” utilizzare nomi di persone distintesi nella lotta contro la mafia in maniera distorta. In mattinata Rete 100 Passi con Radio 100 Passi aveva chiesto “l’immediato intervento” del ministro Bonino sulle autorità austriache. “Riteniamo l’episodio gravissimo – spiega il presidente di Rete 100 Passi, Danilo Sulis – e frutto non solo di un utilizzo di cattivo gusto per motivi commerciali, ma di qualcosa di più profondo. Il menù, oltre a essere offensivo nei confronti di Falcone e Impastato, fa un lavoro più sottile, accomunando boss mafiosi e collusi con le vittime della mafia”. Redazione Online News

Anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando era intervenuto inviando una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta e al ministro Bonino, in cui parla di “frasi offensive della memoria della vittime di mafia, in particolare di Giovanni Falcone e Peppino Impastato”. “E’ urgentissimo e necessario – afferma – che il governo italiano intervenga presso quello austriaco perchè sia impedito che la memoria delle vittime di mafia sia infangata dall’accostamento a nomi mafiosi e da parole offensive”.

A sollecitare l’intervento del governo era stato anche il ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia (Udc): “Quei menù visti a Vienna che esaltano i boss mafiosi e dileggiano Falcone e Impastato sono semplicemente disgustosi. Chiederò al ministro Bonino un intervento urgente perché venga rimossa questa squallida trovata commerciale che offende la memoria delle vittime di mafia e tutto il popolo italiano”. E per i parlamentari del Pd Michele Anzaldi, Laura Cantini ed Ernesto Magorno era “imbarazzante il silenzio del governo sulla vicenda dei menù diffamatori della catena ‘Don Panino’. Torniamo a chiedere al ministro Bonino di intervenire convocando l’ambasciatore, quei menù vanno rimossi”.

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