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Allarme per le gravidanze “inquinate” da sostanze chimiche

Le donne in gravidanza dovrebbero stare alla larga da alcuni prodotti di uso quotidiano perche’ contengono molte sostanze chimiche che potrebbero rivelarsi tossiche per il feto, sostengono i ricercatori del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (Rcog) in una review sull’argomento su ‘Chemical exposure’ pubblicata i giorni scorsi insieme ad un comunicato di sintesi. Nel documento gli esperti ritengono che il principio di precauzione, anche in assenza di evidenze certe sui rischi, sia fondamentale per le donne che aspettano un figlio e per quelle che allattano i bimbi al seno. Le nuove raccomandazioni stanno facendo discutere i medici, divisi fra chi e’ a favore dell’allarme e fra chi invece lo critica perche’, in mancanza di dati certi, un tale lavoro produce solo paure e ansie inutili alle donne. I medici della Rcog sostengono che le sostanze chimiche incriminate sono contenute in moltissimi prodotti e potrebbero provocare, nelle donne incinta e nei loro piccoli, importanti effetti avversi come nascite pre-termine, bimbi che pesano poco alla nascita, difetti congeniti, aborti, sviluppo anomalo del sistema immunitario e, infine, calo della fertilita’ sia nelle mamme che nei bambini piu’ avanti con gli anni. I prodotti a rischio sono moltissimi. ”Le donne incinta sono esposte a miscele complesse di centinaia di sostanze chimiche assorbite in piccole quantita’ attraverso cibi, prodotti per la pulizia domestica, medicine da banco, cosmetici”, precisano i ricercatori. ”Mentre alcuni rimedi a base di erbe, medicine come il paracetamolo, prodotti per la pulizia di casa e pesticidi sono fonti ben documentate di sostanze chimiche pericolose, per altre non ci sono ancora tutte le evidenze scientifiche ma sono comunque da ritenere potenzialmente pericolose e sarebbe bene evitarle. Includono i materiali usati per manipolare e confezionare gli alimenti, i prodotti di bellezza come gli idratanti, i filtri solari e i gel per la doccia perche’, precisano gli esperti, le normative in materia non richiedono ai produttori di elencare sulle etichette la presenza di sostanze potenzialmente pericolose, se usate in piccola quantita”’. Non sono mancate le critiche da parte di altri medici. Si chiede dalle pagine del Guardian Alastair Hay, tossicologo alla Leeds University: ”Non ci sono prove sugli effettivi rischi, a cosa serve dire alle donne di ridurli se non sono certi? L’effetto sicuro e’ invece quello di provocare ansia e paure eccessive alle donne, vietando loro perfino il piacere di spalmare una crema idratante”. ”Stiamo provando a informare le donne, non a spaventarle” ha commentato alla BBC Michelle Bellingham, dell’istituto di biodiversita’, salute animale e medicina comparativa dell’universita’ di Glasgow, che ha partecipato alla stesura del lavoro.

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