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Dopo anni di gelo le Coree tornano al dialogo

Le due Coree hanno raggiunto in piena notte ”un accordo in linea di principio” sulla riunione ministeriale da tenere mercoledi’ 12 giugno, a Seul. Mentre gli Stati Uniti e la Cina sono d’accordo sul fatto che la Corea del Nord debba essere denuclearizzata, come emerso nel vertice californiano tra il presidente Barack Obama e la sua controparte Xi Jinping, le delegazioni di Sud e Nord sono impegnati in una maratona negoziale cominciata in mattinata. Al momento, ha riferito l’agenzia Yonhap, le parti hanno deciso di rinviare a un secondo momento le discussioni ancora in corso su ”alcuni dettagli” (che spesso sono anche ”sostanza” nei complessi legati tra i due Paesi), dopo le tre sessioni (mattutina, pomeridiana e serale) nella Freedom House, sul lato sudcoreano della zona di sicurezza del villaggio di Panmunjom, cui se ne e’ aggiunta alla fine un’altra in tarda serata, con un’attenzione particolare a protocollo, ordine del giorno e rappresentanza nella riunione di Seul. L’incontro, tenuto oggi, e’ il primo di tipo operativo dal 2011, mentre a Seul si potrebbe avrebbe il primo ad alto livello in sei anni. Secondo le previsioni, a capo della delegazione sudcoreana dovrebbe esserci il ministro dell’Unificazione, Ryoo Kihl-jae, che dovrebbe confrontarsi con Kim Yang-gon, alla guida del Dipartimento del Fronte Unito del Partito dei Lavoratori. ”I colloqui sono stati condotti in un clima in cui le parti hanno voluto tenere un confronto in modo reciprocamente cooperativo, come del resto si addice a un contatto a livello operativo”, ha commentato il portavoce del ministero dell’Unificazione, Kim Hyung-seok. Pyongyang ha proposto la scorsa la settimana di normalizzare le operazioni alla zona industriale congiunta di Kaesong, e di iniziative commerciali, quali le visite turistiche al monte Kumgang, nonche’ di vicende umanitarie, come i ricongiungimenti delle famiglie separate dalla Guerra di Corea del 1950-53. I rapporti intercoreani hanno avuto momenti di altissima tensione a marzo, in concomitanza con le esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seul, viste da Pyongyang del ‘giovane generale’ Kim Jong-un come una prova generale di attacco al Paese comunista. Pyongyang, del resto, aveva mostrato tutta la sua irritazione per le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, votate anche dalla Cina, l’ultimo grande alleato, in seguito al terzo test nucleare del 12 febbraio.

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