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I medici di base aprono le ostilità: Zingaretti sia serio, le parole non bastano

Pierluigi Bartoletti, leader dei medici di base del Lazio

Forse non se l’aspettava, il governatore Zingaretti, convinto che i proclami, le dichiarazioni, i decreti bastassero. Ma i medici di base gli danno la sveglia. Sarà una presa di posizione forzata, strumentale, ma c’è e la Giunta dovrà tenerne conto. Alla prima occasione di confronto è già resa dei conti. La federazione dei medici di base dice no alla firma dell’accordo sul piano di prevenzione e monitoraggio delle ondate di calore. E accusa la Regione Lazio dopo la paralisi Fiorito-Polverini, “i problemi si sono aggravati dal degrado e dall’incuria e dal fatto che chi si è avvicendato nella gestione della Amministrazione Regionale forse non ha percepito la gravità della situazione in cui versa la medicina generale”. E ancora: “L’azione di governo è lontana dalle promesse elettorali”. Complimenti. ma potevano aspettarselo Ancora la Federazione dei medici: “Nel frattempo si convoca con congruo ritardo il tavolo per la campagna di prevenzione delle ondate di calore, nell’imminenza della prima ondata la settimana prossima, neanche fossimo cottimisti. Tutto ciò senza un impegno di spesa sia per il presente che per il passato, senza un minimo di dialogo preliminare. Chi si aspetta la firma si sbaglia. Si può firmare a queste condizioni se c’è un minimo di fiducia e di rispetto reciproco. In questo caso purtroppo tutto questo non c’e’ e certo non da parte nostra”.
I medici denunciano l’assenza di un confronto sulla loro visione della sanità: “Noi un progetto, 4 mesi fa, l’abbiamo presentato. Nessuna notizia. Le nostre responsabilità ce le siamo sempre assunte, ma oggi dobbiamo purtroppo prendere atto come l’azione di governo regionale intrapresa, sia non solo di gran lunga diversa dalle promesse elettorali, ma vada verso una direzione che non può essere giudicata positiva. 
Non è una questione economica, quindi, ma di rapporti e di metodo. Chiaramente ogni collega sarà libero di accettare o meno il protocollo, sicuramente continuerà a lavorare come sempre, protocollo o meno, con i propri assistiti, ma a queste condizioni la Fimmg Lazio oggi non può firmare”. La domanda che ci si pone è semplice: chi è il burattinaio della politica sanitaria laziale?

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