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“Sindaco, scenda dalla bici e si faccia un giro sulla sedia a rotelle”

Ci appropriamo di questa lettera aperta al neo sindaco Marino , l”abbiamo trovata in un blog di una simpatica “Diversamente aff-abile”. L’autrice ci scuserà. Noi siamo a sua disposizione
Giovanni Tagliapietra

“Marino, in Campidoglio con la bici” titolano in giornali. E a me viene in mente quando Rutelli andava in motorino facendo, all’epoca, scalpore.Ora mi chiedo, anzi, chiedo a Ignazio Marino: perché non prova, invece, almeno un paio di giorni, ad andare in giro in sedia a rotelle? Si accorgerebbe di persona di quanto, ancora, ci sia da fare a Roma per rendere accessibile, civile e quindi più bella la città di cui è appena divenuto sindaco. Ho sentito dire, nella sua campagna elettorale, che Marino sarà il sindaco di tutti, soprattutto degli “ultimi”. Ebbene, gli ultimi non sono, secondo me, i disabili (persone che hanno, invece, sviluppato la quinta marcia per poter affrontare quotidianamente le difficoltà) ma TUTTI i cittadini di Roma perchè vivono in una città agli ultimi posti per quanto riguarda accessibilità e civiltà.Ovunque: nelle strade, nelle metropolitane, sugli autobus, nelle scuole pubbliche, nelle Chiese, nei luoghi di cultura. E lo inviterei a usare la sedia a rotelle, quindi, anche la sera per uscire con gli amici, per una passeggiata fra le bellezze della nostra città, per andare a Teatro, al Cinema. Per svolgere, insomma, quel che rende la vita più piacevole. Non credo, infatti, che il neo sindaco Marino preferisca non uscire più di casa costretto dall’orrida inciviltà della nostra Capitale, come accade a molte persone in sedia a rotelle.
Marino vuole rendere pedonale Via dei Fori Imperiali? Benissimo. Ma che la pedonalizzazione di un luogo non significhi che quel luogo sia destinato solo ai “pedoni” ma anche a chi a piedi non può più andare da nessuna parte perchè sta in sedia a rotelle.
Ristrutturare, cambiare, spendere denaro pubblico per rendere un luogo migliore, significa, secondo me, infatti, renderlo soprattutto più civile. Per esempio, non vorrei sbagliarmi, ma a Piazza Cavour (ristrutturata da poco dopo qualche secolo di lavori e miliardi di euro) hanno predisposto scarse rampe di accesso ai giardini. Così, una persona in carrozzina deve fare il periplo per entravi. E se non mi sbaglio, anche Piazza Navona non ha sufficenti scivoli lungo il suo marciapiede. E’ intelligente tutto questo?

Gli errori del passato dovrebbero essere utili a rendere migliore il presente…

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