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Lombardia, al via il taglio dei costi. Un consigliere regionale guadagnerà 10.500 euro

Al via al Pirellone la discussione del progetto di legge per il taglio dei costi della politica elaborato nei mesi scorsi dal gruppo di lavoro bipartisan del Consiglio Regionale, con il contributo anche della giunta e ad eccezione del solo Movimento Cinque Stelle, per recepire il decreto Monti che chiedeva alla Regioni di intervenire sugli sprechi con una legge regionale da approvare entro giugno. Ad aprire il dibattito, con tempo contingentato in 6 ore, il relatore Mauro Parolini, capogruppo Pdl, che ha sottolineato come il documento portato in aula “vada oltre” le richieste di Roma, stabilendo “una riduzione del 5% in più” rispetto alle direttive contenute nel decreto.

In sintesi, il compenso massimo mensile per consigliere passerà dai circa 16.800 euro lordi a 10.500 euro lordi circa, comprensivi dell’indennità di funzione (6.300 euro lordi) e di rimborsi forfettari fino a 4.200 euro. Confermate anche l’abolizione dei vitalizi e dell’indennità di fine mandato, mentre le spese di funzionamento e per il personale dei gruppi passeranno da 12,7 milioni a 4,5 milioni. Complessivamente, é stato calcolato, i tagli saranno di circa il 50 per cento. “Il Consiglio Regionale lombardo – ha sottolineato Parolini – costerà 1,45 euro l’anno per ogni cittadino lombardo, siamo passati dal 29 milioni a 14 milioni stando però attenenti a non dimenticare che i costi della politica sono innanzitutto costi della democrazia”. Dopo il capogruppo Pdl, tra gli altri, ha preso la parola il capogruppo della Lista Civica Maroni, Stefano Bruno Galli che ha criticato il Movimento Cinque Stelle per la posizione di chiusura nei confronti del provvedimento, secondo loro troppo poco incisivo.

“I Cinque Stelle modificano la realtà per mettere l’opinione pubblica contro la classe politica”, ha detto. Immediata la replica di Gianmarco Corbetta (M5S): “Non accettiamo lezioni – ha affermato – da chi si pone in continuità con la maggioranza della scorsa legislatura che ha dato prova di sperpero”.

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