| categoria: politica, Senza categoria

Carceri, il dl slitta ancora. La Cancellieri, nessun contrasto nel governo

Doveva essere approvato sabato, ma non tagliera’ il traguardo nemmeno domani il decreto del governo sulle carceri. Se ne parlera’ venerdi’ prossimo, assicura il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, che esclude che il nuovo slittamento sia dovuto a contrasti con il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Lo avevano scritto alcuni quotidiani, spiegando che l’oggetto del contendere e’ la norma cuore del provvedimento, che dovrebbe far uscire dal carcere tra i 3 e i 4mila detenuti: quella sulla liberazione anticipata che amplia da tre a quattro anni il residuo di pena che i detenuti possono scontare ai domiciliari oppure comunque in luoghi diversi dal carcere e che dovrebbe essere applicata anche ai recidivi. Una norma potenzialmente in grado di far uscire dalle carceri anche gli autori di reati che creano allarme sociale, dalle rapine ai furti. ”Non ci sono contrasti, non c’e’ nessun problema con Alfano” garantisce Cancellieri spiegando che lo slittamento serve a ”mettere a punto bene la strategia”. ”Il nodo non sono i quattro anni”,dice ai giornalisti , ma piuttosto il problema e’ ”spiegare alla gente che le persone che usciranno dal carcere non destano allarme sociale”. La parte centrale resta quella sulla liberazione anticipata, assicura il ministro; poi ci saranno anche norme per aiutare i giudici di sorveglianza a ”lavorare meglio”. Ma quando le si chiede se nel provvedimento, diventato in corso d’opera a quattro mani con il ministro Alfano, ci saranno anche le norme sulla violenza domestica, il furto di identita’ e gli altri provvedimenti voluti dal titolare del Viminale, rimanda al suo collega di governo e dice ”con lui ci sentiremo domani”.Una frase che fa immaginare che ancora non sia tutto appianato. Tant’e’ che anche in ambienti di via Arenula non si da’ affatto per certa la data di venerdi’ per il varo del decreto. Il decreto, come annunciato dal ministro, prevede anche ”un circuito di detenuti non pericolosi da sistemare in caserme distribuite in varie regioni”. Ne sono gia’ state individuate una decina ”da ristrutturare in tempi rapidi”. Una misura che i sindacati pero’ bocciano, se non accompagnata da un incremento del personale di polizia penitenziaria: servirebbero tra 2 mila e 3 mila agenti in piu’, afferma l’Osapp. Intanto, l’ostruzionismo della Lega rischia di rallentare il cammino della legge sulla messa alla prova e le misure alternative al carcere. Per affossare il provvedimento, il Carroccio, che parla di ”indulto mascherato”, ha infatti presentato oltre 200 emendamenti. Ma l’obiettivo, conferma la presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, resta quello di chiudere il voto sugli emendamenti entro la seduta notturna di oggi, dando cosi’ il mandato al relatore giovedi’, per portare il testo in Aula lunedi’. Il braccio di ferro si annuncia duro. ”Totalmente contrario” al provvedimento e’ anche M5S, che al pari del Carroccio contesta soprattutto l’innalzamento fino a sei anni della possibilita’ di scontare la pena ai domiciliari. Il movimento di Grillo ha presentato 29 emendamenti e cinque subemendamenti, ma non fara’ ostruzionismo. I contrasti, stavolta tra il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e i capigruppo delle commissioni Giustizia di Camera e Senato, restano anche sulla riforma che taglia i tribunali. Viene avanzata un’ipotesi di mediazione, ma Cancellieri ribadisce che non accettera’ ne’ un rinvio, ne’ un aumento dei costi.

Ti potrebbero interessare anche:

Catania battuto al '92, la Juve festeggia
Imbarazzo tra i senatori a cinque stelle: e adesso cosa spieghiamo alla stampa?
Crozza attacca i dipendenti di Montecitorio, la Camera lo vuole querelare
Corruzione, subito i poteri a Cantone. Renzi riscrive il cronoprogramma delle riforme
Cantone, sanità terreno di delinquenti: la corruzione vale 6 miliardi all'anno
Pil Italia penultimo in Ocse, peggio solo la Grecia



wordpress stat