| categoria: politica

La Lega si gioca il caso Idem: non ha pagato l’Ici, si dimetta

Non sono chiari i contorni del fatto, ma quel che è certo è che si sta montando un clamoroso caso politico. Josefa Idem si dimetta o verrà presentata una mozione di sfiducia individuale. È questa, a quanto si apprende, la richiesta che arriva dalla Lega Nord dopo la vicenda rivelata da alcuni quotidiani (è su “Il Fatto Quotidiano” e in prima pagina su “Libero”) a proposito della presunta evasione dell’Ici dal 2008 al 2011 sulla sua casa di Ravenna.

La Lega fa anche riferimento alla patria di nascita della ministra: «In Germania – affermano fonti parlamentari del Carroccio – per una vicenda del genere si sarebbe già dimessa. Non importa se ha pagato o meno l’Imu. Il problema è che ha mentito. Viste le risposte stizzite e arroganti della ministra Idem sulle note vicende, è evidente il suo nervosismo che è probabile sintomo della impossibilità di smentire e pertanto l’unica soluzione sono le sue dimissioni. In mancanza di queste, è già pronta la nostra mozione di sfiducia».

Il M5S. Al Senato M5S, con il capogruppo Morra ha presentato un’interrogazione sulle notizie riguardanti il ministro. Nell’interrogazione si chiede alla Idem di «spiegare in Aula le motivazioni di quello che, ci auguriamo, sia solo uno spiacevole equivoco»?

La replica. «Non ho dichiarato niente in questi giorni sulla vicenda in quanto questi aspetti sono in mano ai miei tecnici. Ho cercato di ricomporre le fila, ho dato la cosa in mano al mio avvocato che spiegherà tutto. Ogni altra mia dichiarazione può essere mal interpretata»: così il ministro Josefa Idem, ha risposto a una domanda sulla vicenda della sua casa nel ravennate.

Il ravvedimento operoso di Josefa Idem alla Ravenna Entrate spa, al fine di regolarizzare la sua situazione Imu, risale al 5 giugno. È il nucleo della relazione che l’area Controllo Economico del Comune romagnolo ha consegnato il 12 giugno al sindaco Fabrizio Matteucci sulla base di un accertamento tributario scattato dopo alcuni articoli che riferivano di eventuali irregolarità contributive. Il ravvedimento del neo-ministro è arrivato tre giorni dopo l’inizio dell’inchiesta di un quotidiano, “La Voce di Romagna”, sulla residenza dell’olimpionica nella frazione di Santerno, in carraia Bezzi, a poche centinaia di metri da quella del marito-allenatore, in via Argine destro Lamone.

Secondo la relazione comunale, il 4 febbraio 2013 «la contribuente ha presentato dichiarazione Imu con la quale, come da norme vigenti, ha indicato “nucleo familiare nella residenza del marito”». Due settimane fa è giunto il ravvedimento operoso. Per quanto riguarda l’Ici, i coniugi «hanno considerato abitazione principale sia quella in carraia Bezzi che quella in argine destro Lamone». «Conseguentemente non hanno corrisposto l’Ici per gli anni dal 2008 al 2011, fruendo dell’esenzione prevista dalla legge». I risultati della relazione tributaria non erano stati divulgati direttamente dal sindaco Fabrizio Matteucci per ragioni legate a questioni di privacy, ma aveva però ricordato la possibilità per i consiglieri comunali di accedere agli atti. Il capogruppo della lista civica d’opposizione ‘Per Ravennà, Alvaro Ancisi, aveva precisato in una nota che oltre «all’errore compiuto, sul quale mi sento sin d’ora di esprimere un giudizio politico negativo», c’era di mezzo un possibile abuso edilizio dato che l’edificio al cui secondo piano abita la Idem «potrebbe essere stato interamente accatastato come abitazione», ma «almeno al piano terra è adibito a palestra». Si tratta della ‘Jajo Gym’, nel cui sito internet si vedono anche foto della Idem con medaglie assieme all’ex sindaco ed ex senatore Pd Vidmer Mercatali.

Secondo un documento pubblicato dal “Fatto Quotidiano”, l’area Economia e Territorio del Comune ravennate l’11 giugno scorso aveva compiuto nell’edificio un «accertamento di illecito» a carico della stessa Idem e dell’affittuario-gestore della palestra, una società dilettantistica locale, in merito alla «realizzazione di opere in assenza di titolo in corrispondenza ad edificio adibito a civile abitazione». Da ciò sono emerse presunte irregolarità legate alla sala attrezzi, alla taverna soggiorno, allo studio, ai servizi igienici e allo spogliatoio «a servizio dell’attività di palestra». Al vaglio anche la posizione dei condizionatori. Ma soprattutto – vi si legge – «non risulta presentata la prescritta richiesta di conformità edilizia e agibilità». Il tutto «configura un intervento di cambio d’uso senza opere». A oggi «l’unità immobiliare è unica e censita come abitazione». La proprietà – prosegue la relazione – «si è messa in contatto con gli uffici amministrativi» dichiarandosi «disponibile a presentare apposita istanza di sanatoria». Un quadro alla luce del quale Pietro Vandini, capogruppo consiliare M5S, in una nota ha sollecitato accertamenti della Guardia di Finanza «per chiarire la posizione fiscale e l’eventuale rapporto tra la società dilettantistica e il ministro».

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