| categoria: Roma e Lazio

Il Colosseo? Chiuso per sciopero. I turisti a bocca asciutta

Roma - Via dei Fori Imperiali, sullo sfondo il Colosseo

Brutta sorpresa ai cancelli dell’Anfiteatro Flavio che sono rimasti chiusi proprio nei giorni di picco dell’afflusso turistico. Indetta un’assemblea a tutela dei diritti degli operatori: “Lavoriamo troppo, siamo stremati”. La riunione dei lavoratori della Sovrintendenza speciale ai Beni culturali di Roma contro i tagli ai salari e la riduzione del personale ha lasciato per ore a bocca asciutta turisti e visitatori. A poche settimane dall’inizio dei lavori di restauro, nei giorni “più caldi” per il turismo, il Colosseo dunque chiude. Tornelli sbarrati e tanta gente in fila all’ingresso dell’Anfiteatro Flavio dove un cartello recita “a causa dell’assemblea sindacale del personale di custodia il monumento resterà chiuso fino alle 12.30”. Non è certo un bello spot lasciare i turisti fuori da quella che è una delle mete più amate del mondo. In tanti vengono a Roma solo con la scusa di visitare l’antico anfiteatro e, con le ore contate, ora si vedono costretti a ripensare, cartina alla mano, a nuovi itinerari. Fortunata una famiglia inglese, che la prende con filosofia e decide di riprovarci l’indomani, ma in tanti rimangono tra il deluso e l’esterrefatto.
“Come mai questa assemblea? Ed è proprio all’interno del Colosseo?”, esordisce una coppia di Torino. “Intanto ci mettiamo in fila per quando riaprirà” scherzano alcuni ragazzi. A dare risposta arriva la nota dei sindacati: “I luoghi della cultura in Italia e a Roma sono aperti al pubblico più che in qualunque altro paese europeo: 11 ore al giorno per 6 o 7 giorni alla settimana. I lavoratori che rendono possibile tutto ciò sono allo stremo a causa della grave carenza di personale ed esasperati perché da oltre nove mesi non percepiscono circa il 20% del salario”.
Le organizzazioni sindacali un intervento del ministro Massimo Bray per avere risposte certe sulle spettanze economiche e i buoni pasto, sulla registrazione da parte del ministero Economia e Finanze dell’accordo sull’elevazione dei turni festivi al 50%, sui tagli ai finanziamenti al ministero, sulla carenza di personale – stimata nel Lazio oltre 1.600 unità – sul blocco del turn over, e sul costume ormai imperante del ministero di compensare le carenze di personale con consulenze, precariato e finto volontariato con pratiche di dumping salariale e sociale.

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