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Decreto emergenze, il governo pone la fiducia. Lite M5S-Franceschini

Il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sul dl emergenze ambientali. Lo annuncia in aula il ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. “Di fronte alle emergenze e alle urgenze” del Paese – il testo in esame contempla emergenze come quelle di Piombino, L’Aquila, Emilia, risarcimento sul porto di Genova e ai comuni per la Tav- “tutte le tattiche e convenienze si devono fermare”, dice Franceschini rivolgendosi ai deputati del Movimento 5 Stelle.

“Le tattiche parlamentari non le conosciamo bene noi, ma altri qui dentro”, replica Il vice capogruppo alla Camera del M5S, Alessio Mattia Villarosa. “Potete dire quello che volete – aggiunge – ma i cittadini dell’Emilia sanno benissimo quanto teniamo a loro: noi abbiamo donato 400mila euro”.
Non solo in Aula, ma anche su Twitter e Facebook si fanno sentire le accuse dei 5 stelle: la fiducia posta sul dl emergenze è la “supercazzola del ministro Franceschini!”. “Il governo anziché ascoltare le richieste del Parlamento e del M5S – tuona Manlio Di Stefano – chiede la fiducia. Vergogna”.
Anche per Alessandro Di Battista “Franceschini in aula sta facendo un discorso alla ‘supercazzola’ dicendo che il governo mai avrebbe voluto mettere la fiducia e invece mettono la fiducia. Sel, l’opposizione finta che vuole ridare al Parlamento centralità – accusa Di Battista – ha chiesto, privatamente, il voto di fiducia al governo! Vergogna! Basta ricatti, vogliamo che sia il Parlamento a legiferare”.
Non solo. I grillini indicono una conferenza stampa per lamentare la fiducia sul dl emergenze. La deputata M5S Claudia Mannino lancia una provocazione: “Se davvero il governo non vuole ricorrere sempre allo strumento della fiducia, allora potremmo diminuire i costi della politica abolendo il ministero di Franceschini”. Secondo Riccardo Nuti il governo “oggi avrebbe dovuto dimostrare umiltà e correttezza dicendo: ‘abbiamo sbagliato'”. Al contrario, sottolinea il capogruppo del M5S alla Camera, “abbiamo assistito a un ricatto morale sui terremotati contro di noi. Tra l’altro, tra i nostri emendamenti ce n’era uno che prevedeva fondi per il terremoto in Abruzzo tassando le rendite finanziarie”.
Si difende dalla pioggia di accuse Franceschini che in serata sbotta: “Solo per aver spiegato in aula le ragioni per cui il governo è stato costretto a porre la fiducia sul decreto terremoto, sono stato accusato da diversi deputati del M5S di essere nell’ordine: uno sciacallo, un avvoltoio, un furetto da salotto, un furbetto del parlamentino nonché di utilizzare i terremotati per coprire norme a favore di fantomatici amici. Mi chiedo soltanto perché non si può affrontare una semplice diversità di opinioni o anche un normale e sano scontro parlamentare senza ricorrere agli insulti”.

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