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E-cig vietata ai minori, arriva il decreto

E’ in arrivo, entro fine mese, l’ordinanza del ministero della Salute sulle sigarette elettroniche: le norme terrebbero in debito conto il recente parere del Consiglio superiore di sanità sulle e-cig, secondo il quale questi prodotti vanno regolati perché evocano la gestualità del fumo. Dunque, spiegava il Css, le e-cig andrebbero vietate ai minori e pertanto nelle scuole, oltre a essere sconsigliate alle donne in gravidanza e a quelle che allattano. Non saranno invece per il momento vietate nei luoghi pubblici, come invece è avvenuto in Francia.

Una decisione che arriverebbe a pochi giorni dall’accordo raggiunto ieri in sede europea tra i ministri della Salute: la direttiva sul tabacco prevederà norme anche per le e-cig, al centro anche di una recente inchiesta del pm Raffaele Guariniello.

Nel testo concordato ieri dai ministri della Salute riuniti nel Consiglio di Sanità a Lussemburgo, e

anticipato da Repubblica-Le Inchieste già a febbraio, si prevede infatti che i prodotti che contengono nicotina oltre certi livelli debbano essere autorizzati come farmaci.

La quantità di nicotina fa la differenza. In particolare, ogni e-cig che contiene almeno 1mg di nicotina sarà soggetta al regolamento dei farmaci e richiederà quindi un’autorizzazione all’immissione in commercio nelle farmacie. Viceversa, ogni sigaretta elettronica con meno di 1 mg di nicotina sarà regolata dalla direttiva tabacco, dovrà contenere specifiche avvertenze, e potrà essere acquistata anche dal tabaccaio e nei negozi specializzati.

I dubbi del ministro. Il ministro Lorenzin ha giudicato “ragionevole” la proposta del Consiglio di Sanità europeo, anche se ha espresso qualche “dubbio” sull’ipotesi di inserire le sigarette elettroniche tra i farmaci. “Su questo punto bisognerà fare un’ulteriore riflessione”, ha spiegato, ricordando che il testo votato ieri non è di immediata pubblicazione, ma deve essere utilizzato per il negoziato con il Parlamento europeo che avverrà nelle prossime settimane.

Le proteste dei produttori. La possibilità di equiparare le e-cig ai farmaci, infatti, ha provocato la reazione dei produttori. Il presidente dell’Associazione nazionale fumo elettronico (Anafe), Massimiliano Mancini, fa notare il contrasto fra le disposizioni italiane e quelle comunitarie: “Quanto prevede la direttiva europea -sottolinea- è in contrasto col parere del Consiglio superiore di sanità, che lo scorso 4 giugno aveva chiaramente detto che la sigaretta elettronica non può essere considerata un farmaco. Il problema è che il ministro da una parte dice che l’Italia si rifarà al parere del Css, mentre dall’altra dice di essere d’accordo con quanto prevede la Direttiva europea”.

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