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Sigarette elettroniche in farmacia, dubbi e certezze

Sigarette elettroniche in farmacia e trattate con le regole dei farmaci se contengono tabacco oltre la soglia di tolleranza di 1 milligrammo. E’ questo il punto, inserito nella Direttiva Tabacco approvata ieri dai ministri della Salute Ue a Lussemburgo, che ha scatenato reazioni e dubbi. Per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che richiama il parere espresso recentemente dal Consiglio Superiore di Sanita’, le sigarette elettroniche non dovrebbero essere collocate tra i farmaci, anche quando si superino determinati livelli di nicotina, anche se e’ necessario dare avvertenze ai cittadini sull’uso di queste sostanze. Il ministro, che aveva gia’ annunciato nei giorni scorsi e a breve una ordinanza al riguardo ”conforme al parere del CSS”, ha espresso ieri i suoi dubbi su questo punto insieme al collega francese, con cui ha chiesto ulteriori approfondimenti. Approfondimenti che avverranno gia’ nelle prossime settimane. Dato che il testo approvato a Lussemburgo, come ricorda oggi il Ministero della Salute, ”non e’ di immediata pubblicazione ma deve essere utilizzato per un negoziato con il Parlamento europeo che avverra’ nelle prossime settimane”. Il ministero della Salute sottolinea comunque che ”tutte le richieste emendative italiane alla Direttiva Tabacco sono state accolte” (si’ a immagini choc e avvertenze sul 65% dei pacchetti di sigarette), anche a tutela della qualita’ del tabacco ‘made in Italy’, e che ”il testo risultante dal negoziato appare equilibrato ed una buona base per il confronto con il Parlamento europeo”. Per quanto riguarda l’ordinanza italiana, questa dovrebbe invece avere tempi molto brevi, forse gia’ all’inizio di luglio e sara’ basata appunto sul parere del Consiglio superiore della Sanita’ secondo cui la ‘e-cig’ con nicotina non puo’ essere considerata un farmaco. Spettera’ comunque all’ordinanza, spiegano dal ministero, ”stabilire i limiti di pericolosita’ e declinare tutto quello che deve o non deve essere vietato”, dando i precetti del caso. Con un occhio ai giovani e al boom di questi ultimi mesi che ha visto raddoppiare il giro di affari delle ‘e-cig’ in Italia (comprese quelle che emettono aromi senza nicotina). Tra le misure previste ci dovrebbero essere il divieto ai minori e nelle scuole, sul quale si erano gia’ detti d’accordo i produttori di sigarette elettroniche. Secondo Silvio Garattini, direttore dell’Irccs Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’, pero’, ”e’ giusto non vendere le sigarette elettroniche con contenuti di nicotina oltre il milligrammo in negozi non qualificati. La nicotina ha un potenziale tossico e servono quindi controlli adeguati, che puo’ effettuare l’Aifa. Soprattutto sulla qualita’ della nicotina e degli altri componenti. In particolare, e’ importante sapere quanta se ne aspira effettivamente. In fondo, lo stesso tipo di controlli si applicano gia’ per i cerotti di nicotina”. Dal canto suo il presidente di Federfarma, Anna Rosa Racca, dice che ”le farmacie sono pronte, soprattutto se si tratta di partecipare ad una battaglia per la salute e di assicurare che un prodotto sia sicuro ed efficace. In farmacia le sigarette elettroniche ci sono da sempre – ricorda – ma e’ positivo che si possa arrivare a un controllo su quelle che possono essere usate nelle terapie contro il fumo”.

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