| categoria: politica

IL PUNTO/ Nel decreto carceri meno cella e più lavoro

Alleggerire, da subito, il sovraffollamento carcerario in vista della scadenza di maggio 2014, fissata dalla Corte europea dei diritti umani quale termine ultimo entro il quale l’Italia deve assicurare condizioni dignitose ai detenuti. Questa la parola d’ordine del decreto legge sulle carceri – approvato oggi dal Consiglio dei ministri – che affronta il capitolo dell’esecuzione della pena puntando su meno reclusione e piu’ lavoro e permessi premio per chi non ha commesso reati gravi e si comporta bene. SOSPENSIONE DELLA PENA. Al passaggio in giudicato della sentenza, nel caso di pena non superiore ai due anni (quattro anni per le donne incinte o con figli sotto i dieci anni, o se si tratta di persona molto ammalata), il pubblico ministero sospendera’ l’esecuzione della pena dandogli la possibilita’ di chiedere, dalla liberta’, una misura alternativa al carcere, che spettera’ al tribunale di sorveglianza eventualmente concedere. Per gli autori di gravi reati o di soggetti pericolosi, o sottoposti a custodia cautelare in carcere, questa possibilita’ non ci sara’: resteranno in carcere fino a quando il tribunale di sorveglianza non ritenga possano uscire in misura alternativa. LAVORO DI PUBBLICA UTILITA’. Viene ampliata la possibilita’ per il giudice di ricorrere, al momento della condanna, ad una soluzione alternativa al carcere, costituita dal lavoro di pubblica utilita’. Tale misura, prevista per i soggetti dipendenti dall’alcol o dagli stupefacenti, fino ad oggi poteva essere disposta per i soli delitti meno gravi in materia di droga, mentre in prospettiva potra’ essere disposta per tutti i reati commessi da tale categoria di soggetti, salvo che si tratti delle violazioni piu’ gravi della legge penale. MISURE ALTERNATIVE. Nella duplice prospettiva di ridurre i flussi in entrata ma anche di incrementare le possibilita’ di uscita dal carcere, si collocano infine le modifiche che prevedono l’estensione di alcune misure alternative – come la detenzione domiciliare – per determinate categorie di soggetti, in passato esclusi, come i recidivi per piccoli reati. PERMESSI PREMIO. Per disinnescare le tensioni che, specie nel periodo estivo, possono piu’ facilmente deflagrare sia tra i detenuti che nei confronti del personale penitenziario, il decreto estende la possibilita’ di accesso ai permessi premio per i soggetti recidivi e prevede l’estensione dell’istituto del lavoro esterno anche al lavoro di pubblica utilita’.

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