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Lodo Mondadori, il Pg della Cassazione chiede una riduzione del risarcimento

Nella vicenda Lodo Mondadori, il pg della Cassazione Pasquale Fimiani ha chiesto una lieve riduzione, non quantificata, del risarcimento dovuto da Fininvest a Cir, confermando che quest’ultima e’ stata parte danneggiata. In secondo grado la Fininvest era stata condannata a risarcire 564,2 milioni a Cir della famiglia De Benedetti.”Il percorso seguito dalla Corte di Appello di Milano sul Lodo Mondadori – ha detto Fimiani – è logico e regge. E’ a mio avviso necessario solo riquantificare una piccola parte del danno, che potrebbe ridurre il risarcimento per Cir di circa il 15 per cento rispetto all’importo liquidato. La ‘Guerra di Segrate’ – ha proseguito – è una “vicenda complessa nella quale l’avvocato Cesare Previti agiva in favore di Fininvest con lo stesso rapporto che lega un promotore finanziario alla banca: per questo dalla sua responsabilità penale nella corruzione del giudice Metta discende la responsabilità civile di Fininvest nel giudizio di risarcimento in favore di Cir”.

Solo uno dei 15 motivi di ricorso presentati dai legali della Fininvest, all’udienza in Cassazione sul Lodo Mondadori, è fondato e meritevole di accoglimento, gli altri 14 “sono tutti infondati”, mentre “deve essere dichiarato assorbito l’ottavo motivo”. Fimiani, ha anche detto che “saranno i giudici della Terza Sezione Civile a stabilire se condividere o meno le mie indicazioni in tal caso potrebbero rideterminare loro stessi, riducendolo in maniera lieve, il risarcimento che spetta alla Cir oppure sottoporre la questione del ricalcolo, con rinvio, alla Corte di Appello di Milano”. La difesa della Cir, al termine dell’udienza, è andata a stringere la mano al pg e a congratularsi “per le sue originali argomentazioni”

Il collegio difensivo di Cir valuta “positivamente” la requisitoria del pg della Cassazione all’udienza sul ‘Lodo Mondadori’, che ha confermato “la fondatezza dell’azione della società e il diritto al risarcimento dell’ingente danno patrimoniale e non patrimoniale sofferto per la corruzione di un giudice da parte di Fininvest nella vicenda del Lodo Mondadori”.

Per l’avvocato di Cir, Vincenzo Roppo, “suona davvero pretestuosa e un po’ vittimistica la tesi dei legali Fininvest in base alla quale i giudici di Milano avrebbero, per pregiudizio avverso, liquidato alla Cir un risarcimento eccessivo. Non c’é stato invece alcun illecito arricchimento e tanto meno una ‘over compensation’ dal momento che in appello per Fininvest c’é già stato uno sconto di circa 212 milioni di euro”.

“La difesa di Cir usa degli argomenti suicidi perché non ha mai chiesto la revocatoria della sentenza frutto di corruzione ma ha scelto la strada della richiesta del risarcimento del danno che significa aver fatto a pezzi i codici civili”. Lo ha detto nella sua arringa l’ex giudice costituzionale Romano Vaccarella, del collegio difensivo di Fininvest, all’udienza sul Lodo Mondadori. L’avvocato ha parlato di “ingiustizia intrinseca della sentenza” emessa dalla Corte di Appello di Milano. “Dove cavolo stava l’aggressione che avrebbe subito Cir, in un momento in cui era intervenuta la legge Mammì che favoriva che se mai danneggiava Fininvest, mentre consentiva a Cir di tenersi le sue testate”, ha osservato Vaccarella in uno dei passaggi del suo intervento.

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