| categoria: editoriale

Le matrioske del Cavaliere

E’ come l’omino di gomma della Michelin, credi di averlo abbattuto, ondeggia e si rialza. Inaffondabile. Difende se stesso prima che il paese, questo è ovvio, e lancia cortine fumogene, slogan che ormai mostrano la corda, e gioca con un mazzo di carte ormai fuori da ogni omologazione. Pensa di riuscire ancora ad incantare il suo pubblico con le sue matrioske: apri quella del Pdl e trovi Forza Italia ( o viceversa, non si è ancora capito bene), apri quella di Forza Italia e ti trovi una “cosa” dai confini incerti, cerchi il centro destra e ti ritrovi un gomitolo confuso. Povero Alfano, costretto per fame (politica) o per convinzione a stargli dietro, a fare il segretario-leader di scorta. E gli ex An, e le frange che restano border line, pronte a salire in corsa sul treno più sicuro? E i fedelissimi alla Santanchè? Non si capisce bene che cosa persino di fare, che vantaggio possano trarre dalle nuove gesta del Cavaliere, già costretto ad uno slalom senza respiro tra processi e sentenze. E gli alleati, gli avversari? Si mettono tutti le mani nei capelli. Ogni volta che pensano di essersene liberati se lo ritrovano tra i piedi. Ma la risorsa di Berlusconi è la assenza di leadership acclarata e convincente nel campo della controparte

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