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Miccoli chiede scusa in lacrime: “Non pensavo quello che ho detto su Falcone”

“Dopo tutto quello che e’ successo sono tre giorni che non riesco a dormire. Non riesco a dormire perche’ sono uscite delle cose che io non penso assolutamente e l’ho dimostrato anche con i fatti. L’ho dimostrato nel ventesimo anno della morte di Falcone, sono stato in campo per lui e per tutte le vittime della mafia”. Cosi’ l’ex capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli, in una conferenza stampa dove versando qualche lacrima e con voce rotta si rammarica e si scusa di aver deifnito “un fango” il magistrato in una conversazione col figlio del boss mafioso Antonino Lauricella, intercettata nell’ambito dell’inchiesta in cui il calcuiatore e’ indagato per estorsione e accesso abusivo a un sistema informatico. Ieri Miccoli e’ stato interrogato per quasi cinque ore dai magistrati della Procura di Palermo.
“Sono oggi qui a prendermi le mie responsabilita’, a chiedere scusa a tutta la citta’ di Palermo, alla mia famiglia che mi ha fatto crescere in un contesto di valori e di rispetto”, ha detto ancora Miccoli, e ha raccontato di aver avuto in passato contatti con Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, e di averle offerto la sua disponibilita’ per iniziative in memoria del giudice ucciso.

“Io sono un calciatore, non sono un mafioso, sono contrario a tutto quelli che sono i pensieri della mafia. In questi sei anni che sono stato qui ho cercato di essere amico con tutti, senza pensare a cosa andavo incontro. Sono contento che e’ uscito tutto perche’ questa storia per me e’ molto importante. Spero mi possiate perdonare in futuro”. Lo ha detto Fabrizio Miccoli nel corso della sua conferenza stampa a Palermo.

“Ho gia’ contattato la signora Falcone che mi ha detto delle bellissime parole, e che bastava chiedere scusa alla citta’ per accettare le mie”. Cosi il calciatore Fabrizio Miccoli, rispondendo a chi gli chiedeva se avesse contattato la famiglia Falcone per chiedere scusa delle parole ingiuriose (“un fango”) rivolte al magistrato mentre parlava col figlio di un mafioso, intercettato dalla Procura di Palermo. Miccoli ha detto di aver chiamato Maria Falcone, sorella del giudice. A chi gli chiedeva del suo futuro Miccoli ha detto: “Non temo assolutamente nulla, prendero’ quello che verra’ con massima serieta’ e decidero con calma. L’importante e’ che questa storia finisca il prima possibile. E’ quello che desidero, poi tutto il resto viene tutto in un secondo momento”.

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