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Guardian accusa:Datagate, l’Italia collabora. Poi cancella la pagina on line

È sparito dall’edizione online il testo in cui si rivelava che alcuni Paesi della Ue, tra cui l’Italia, collaborano con gli Usa per raccogliere dati personali. Secondo il Telegraph la fonte, Wayne Madsen, è inattendibile. Intanto fonti dei servizi rispondono a Repubblica.it. Schulz chiede chiarimenti a Usa su rivelazioni dello Spiegel. Ministro della Giustizia tedesco: “Se vero, è come la guerra fredda”. Dunque la pagina del Guardian non è più online. L’articolo, si legge sul sito, è stato rimosso per un’indagine. Secondo il Telegraph alla base della rimozione l’inaffidabilità della fonte, Wayne Madsen. Si tratta della stessa persona che, a quanto sembra, tempo fa sostenne che il presidente Barack Obama fosse gay. “La collaborazione con i servizi di sicurezza americani e alleati esiste ed è molto intensa, ma è nel totale rispetto della legge”, dicono fonti vicine ai servizi di sicurezza italiani. La cosa è ovvia, n on potrebbero dire altrimenti: è una collaborazione nel campo del contrasto al terrorismo, alla criminalità internazionale, per la sicurezza dei contigenti militari italiani impegnati nel mondo. Ci sono scambi di dati e di valutazioni. L’Unione europea ha chiesto immediate spiegazioni agli Stati Uniti sulle informazioni filtrate sulle stampa. Lo riferisce un comunicato della Commissione europea. “Abbiamo contattato immediatamente le autorità statunitensi a Washington e Bruxelles e le abbiamo confrontate con le informazioni di stampa”- ha reso noto oggi un portavoce della commissione a Bruxelles- “ci hanno garantito che esamineranno la veridicità delle informazioni e ci comunicheranno il risultato”.

La ministra tedesca della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ha reagito con sgomento alle notizie rivelate dallo Spiegel sullo spionaggio dell’agenzia Usa Nsa in Germania. “Se le notizie saranno confermate, la vicenda ricorda l’atteggiamento che si teneva tra nemici durante la guerra fredda”, ha detto la ministra. Intanto il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha chiesto agli Stati Uniti “un chiarimento competo” sulla portata dello spionaggio in Europa. In particolare Schulz ha fatto riferimento alle rivelazioni dello Spiegel che parla di milioni di telefonate spiate nel Vecchio continente, comprese le comunicazioni dei ministri e dei diplomatici dell’Ue a Bruxelles. “Sono profondamente preoccupato e sorpreso – ha affermato in una nota l’esponente tedesco del Pse -: se le accuse risultassero vere, sarebbe un fatto molto grave che avrebbe un impatto grave sui rapporti tra Stati Uniti e Unione europea. A nome del Parlamento europeo, chiedo alle autorità americane un chiarimento completo e di avere in tempi rapidi più informazioni su queste accuse”, ha aggiunto Schulz.

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