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Noi non rispediamo indietro nessuno. Tranne Snowden

Tante storie per un asilo politico. Il caso del protagonista del Datagate appassiona il mondo, fa notizia. Piace questa contrapposizione Usa contro il resto del mondo, in fondo lo strapotere americano ha sempre dato fastidio ai governi e alle popolazioni del pianeta. Oggi c’è uno che gliela fa pagare, vive nel limbo dell’aeroporto moscovita e imbarazza tutti. Perché se vale la considerazione precedente, vale anche il fatto che nessuno osa mettersi contro la Casa Bianca in maniera netta ed evidente. C’è di mezzo una ipocrisia planetaria, tutti si spiano e tutti lo sanno, far volare gli stracci ha solo sapore elettorale o di politica interna dei singoli paesi. Prova ne è che l’Italia, rotta a tutto, ad ogni tipo di manipolazione e di spionaggi, ha avuto una reazione tiepida e quasi annoiata, rispetto alla bufera mondiale. Anche se, prudentemente, e con spirito democristiano vecchio stile, ha garbatamente respinto la richiesta di asilo politico di Snowden, rispondendo con delle argomentazioni imbarazzate e imbarazzanti. Meglio non litigare con Obama. Una considerazione a margine. Facciamo entrare tutti, un diritto d’asilo politico non si nega a nessuno, anche a personaggi discutibili e discussi. E magari pericolosi. Il filtro non c’è, noi siamo aperti, tolleranti C’è di tutto, in Italia, accettiamo cani e porci. E non ce vergogniamo. Ma Snowden no. Non verrà.

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