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A Roma e provincia le liste d’attesa si allungano. Da Tivoli ai Castelli, siamo al collasso

Cardiologo, oculista e urologo, il primo appuntamento disponibile a Roma e’ fuori tempo massimo. “La situazione non cambia per le radiografie, la Tac, l’esofagogastroduodenoscopia. La situazione sanitaria della Capitale e’ al collasso”. A denunciarlo e’ il presidente di AssoTutela, Michel Emi Maritato. “Se Roma piange – prosegue – la sua provincia non ride. Per l’ecodoppler nell’ospedale di Tivoli passano piu’ di 8 mesi, la Asl Roma G ha le liste di attesa piu’ lunghe del Lazio ma anche la Roma H, quella dei Castelli, e la F, di Bracciano, non scherzano. L’assurdo e’ che pagando si accelera, si scavalcano tutti, si puo’ essere visitati il giorno dopo la prenotazione ricorrendo all’intramoenia, ovvero le prestazioni eseguite in libera professione intramuraria. Gli specialisti visitano pazienti che se lo possono permettere dentro l’ospedale o in strutture convenzionate, ricevendo in cambio un onorario che versano in parte all’azienda di appartenenza. Di questi tempi – termina – una vera assurdita’”.

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