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Avvocati infuriati contro la Cancellieri, salta l’incontro

E’ rottura tra gli avvocati e il Guardasigilli Annamaria Cancellieri: dopo le parole del ministro dei giorni scorsi, pronunciate a Napoli sabato (il fuori onda “ora ce li togliamo dai piedi”) e quelle di ieri a Confindustria sulle “lobby” che bloccano le riforme, l’avvocatura ha deciso di disertare l’incontro fissato per oggi a via Arenula e di confermare lo sciopero proclamato dall’8 al 16 luglio. “L’avvocatura, umiliata e offesa, ritiene non si possa proseguire una collaborazione”, ha detto il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, a margine di un’audizione alla Camera. “Con le falsita’ e i colpi di mano non si costruisce un paese migliore: l’avvocatura non e’ una lobby e non si fara’ ‘togliere dai piedi’”, ha dichiarato il presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Nicola Marino. Non si sono recati al ministero neanche i 26 presidenti degli ordini distrettuali, ne’ i rappresentanti della Cassa forense. Le dichiarazioni del Guardasigilli sono state solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: gli avvocati erano gia’ sul piede di guerra per le misure contenute nel decreto del fare, varato dal Governo il 15 giugno scorso, che prevedono, in primis, la reintroduzione, seppur con modifiche, dell’obbligatorieta’ della mediazione civile, bocciata lo scorso autunno per eccesso di delega dalla Consulta. “Il ministro ci aveva garantito coinvolgimento nelle riforme, invece non ci ha comunicato il suo programma”, rileva Alpa; le norme sulla giustizia contenute nel decreto ‘del fare’ sono state varate “senza alcuna consultazione dell’avvocatura – spiega l’Oua – e senza aver neppure informati i vertici della categoria precedentemente incontrati”. Tra gli argomenti oggetto delle ‘frizioni’ tra avvocati e ministro anche la riforma della geografia giudiziaria, che stasera ha ricevuto il via libera della Corte Costituzionale. “Capisco la decisione degli avvocati di disertare l’incontro previsto con il Guardasigilli Cancellieri. Ridurre l’avvocatura a una lobby e’ una mortificazione inaccettabile e ancor piu’ offensivo perche’ i pesanti giudizi giungono dal ministro della Giustizia”, dice Maurizio Gasparri. Il vicepresidente Pdl del Senato aggiunge che “le pubbliche scuse della Cancellieri sono necessarie e rappresenterebbero un primo passo per ricucire uno strappo che rischia, giustamente, di assumere dimensioni molto gravi”. “Partire dal presupposto che la critica all’obbligatorieta’ della mediazione e’ solo espressione di interessi corporativi e’ sbagliato”, rilevano il presidente e il segretario dell’Anm, Rodolfo Sabelli e Maurizio Carbone, interpellati dai cronisti a Montecitorio sulle parole del ministro sulle “lobby” che frenano le riforme.

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